venerdì, settembre 15, 2006

Quanto dura un minuto?


La risposta tecnica è 60 secondi, per i più tecnici c'è anche la definizione esatta di secondo ma è troppo lunga e, appunto, tecnica.
In realtà chi ha studiato un po' di fisica sa che non è proprio così, la massa di un corpo deforma il tempo, o meglio lo spazio tempo, anche questa è troppo tecnica e non mi interessa.

La domanda esatta è: quanto dura un minuto PER ME?
La risposta ovviamente è: Dipende!

Da quando sono tornato dalle ferie i miei minuti durano pochissimo, passano veloci e non faccio in tempo ad osservarli. Vedo settimane scorrere davanti ai miei occhi avendo la sensazione di non averle vissute.
E' un problema di molti, lo so, però in questo momento mi pesa. Vorrei tirare il freno, assaporare un po' di più quel che vedo e che faccio, stare con le persone che mi vogliono bene. Insomma vorrei vivere un po' di più.
Ora, sapendo che la percezione del tempo è relativa e dipende solamente da noi stessi la domanda diventa: Quanto può durare un minuto?

Se mi metto d'impegno forse un po' riesco ad allungarlo.
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

giovedì, settembre 07, 2006

It's a long long way



Location: Via Cristoforo Colombo, Incrocio Via Grotta Perfetta - Roma -
Fermata del 714 - 20:30 di mercoledì sera

Setting: Tornando a casa dopo un colloquio di lavoro

Thoughts:
Le macchine corrono veloci, luci del crepuscolo romano. Mi sembro una battona fermo qui sotto la pensilina con l'autobus che non passa e io che sto 20km/1,5H da casa. Sono stanco, anche oggi la giornata è stata pesante. Il colloquio non so dire com'è andato, è durato troppo poco. Tre domande a raffica, tre risposte e niente più. Poche informazioni, troppo poche per tirare delle conclusioni.

Vabbè prima o poi qualcosa si muove, ne sono certo. L'importante è continuare ad insistere, perseverare.

Ormai è un po' di tempo che cerco ma ancora non ho trovato nulla di serio, quando ho lasciato l'università sapevo che prima o poi avrei fatto i conti con il tempo perso e con il mio fottuto curriulum di due paginette scrause. Lo sapevo eccome, ma mi sono detto che sarei stato abbastanza bravo da riuscire a costruire qualcosa lo stesso. E adesso eccomi qui sulla Colombo, come una puttana, dopo essere venuto ad offrire i miei "servizi" a un altro cliente schizzinoso; a vendere quel poco che ho da vendere a qualcuno che di gente come me ne vede centinaia.
Che impressione avrò fatto? In fondo un lavoro ce l'ho già, qualcosa devo valere. E' importante questo per fare una buona impressione. Peccato quel filo di balbuzie che mi esce sempre fuori in queste occasioni, come all'interrogazione a scuola.

L'importante è continuare ad insistere, perseverare.

Se poi qui non va ci saranno altre occasioni, in fondo le pretese che accampo a me stesso sono piccole. Andare via di casa (mi do tempo altri 2 anni, AL MASSIMO), avere qualcosa per vivere dignitosamente, cercare di trarre soddisfazione da quello che faccio. Ce la posso fare cazzo, mica è impossibile. Questa è la vita di tutti, ci passano tutti prima o poi, è così che va e che deve andare!

L'importante è continuare ad insistere, perseverare.

Il mio problema è che non ho la meta fissa in mente, no la visualizzo. Come quando gioco a scacchi che riesco a calcolare al massimo le 4 o 5 mosse successive. Poi mi perdo e divago e mi anestetizzo. L'obiettivo me lo scordo e perdo tempo, quando ci torno sopra devo ricominciare da due passi prima.
Eppure qualcosa credo di valere, almeno sul lavoro. O almeno così mi dicono e così mi sento a volte. Mi piace crederlo, è una delle poche cose che mi riesce bene bisogna solo che riesco a spiegarlo ai colloqui.

L'importante è continuare ad insistere, perseverare.

Ecco il 714, era ora! ed è pure vuoto. Meno male che nessuno ha provato a caricarmi, sarebbe stato il colpo di grazia a questa giornata. Speriamo di essere a casa per un'ora umana chè la strada è lunga. Molto lunga.
Molto Lunga

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

sabato, settembre 02, 2006

Ma che occhiali hai?

Me lo chiedo ogni tanto. Che occhiali porto? Che filtro metto davanti ai miei occhi quando guardo il mondo. Dipende, ovvio! Ma non porto mai gli occhiali di piombo per i cechi e nemmeno quelli da sole troppo scuri, non è nel mio stile. I miei spesso sono di un leggero azzurro sfumato attraverso i quali tutto sembra tutto un po' etereo, senza dettagli. I contorni li perdo e mi concentro sulle forme che si intersecano e interagiscono. Mi perdo i particolari, vero, ma non la sostanza. Soprattutto non perdo cosa provo quando osservo.....

A volte me li levo, per un breve periodo e tutto torna nitido. Ma l'enorme confusione della realtà disturba. Ci vuole un filtro davanti, una protezione. Tutto sta a scegliere quella giusta per se e a saperla cambiare all'occorrenza.

Change Your Poin of View.

Me lo ripeto in continuazione per non rischiare di abituarmi al filtro e finire col pensare che tutto sia, effettivamente, sfumato di azzurro.
O per non abituare gli occhi al nero degli occhiali scuri, cambiare il microscopio col binocolo ecc...

Che occhiali porti oggi?


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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain