lunedì, ottobre 29, 2007

No Uniform


Stamattina, dopo la doccia do uno sguardo fuori e vedo un bel sole. Temperature in aumento diceva ieri il TG.
Apro l'armadio e mi dico.. oggi niente maglione, venerdi sono morto di caldo. Metto la giacca.
Da quando ho cambiato lavoro non l'ho più messa, un po' per il troppo caldo o per il troppo freddo, in moto non è comoda, insomma dopo anni in cui la Working Uniform era il completo mi stavo godendo un po' di casual.

Oggi però mi sembrava proprio l'indumento perfetto e, senza starci troppo a pensare, lo scelgo. Non mi sarei mai aspettato quello che è successo dopo.
Arrivo a lavoro abbastanza presto come al solito, tolgo il giubotto da moto e vado per appenderlo quando una collega, che mi era alle spalle, mi fa "Fabio! Girati un po'". Io non capisco e mi giro piano piano. "Hai capito Fabio com'è elegante oggi!" con tono un po' canzonatorio e un po' paraculo. Io stiro un sorriso stupito, "Bhè non mi pare, oggi fa un po' caldo ho preferito la giacca al maglione". L'altro collega, un manager, aggiunge sarcastico "...E in bocca al lupo!". Io, sempre più stupito, "per cosa, scusa?", "Per il colloquio di lavoro. Spero vada bene!".
Il commento, una punta velenoso, mi lascia senza parole e con un sorrisetto di circostanza abbozzo senza aver capito più di tanto.
Una nota mi infastidisce. Come una voce stonata in un coro, ma non gli do peso più di tanto. Una battuta uscita male, penso, ed è finita li.

Passa un po' di tempo e l'ufficio comincia a popolarsi. Nella stanza accanto, dove lavorano i due colleghi mattinieri, l'aria si riempe dei soliti "Buongiorno" e "Chi ha già preso il caffè?" e io sono già concentrato sul lavoro.
Arrivano anche le persone con cui lavoro più a contatto, nello stesso open space. Le solite battute da lunedì mattina e già si comincia a parlare di lavoro. "Fermi tutti! Prima un caffè che non l'ho ancora preso". Al ritorno dalle macchinette un'altra collega, compagna di scrivania di quella di prima, mi fa "Fabio, ammazza come sei in tiro oggi!"

A questo punto occorre una precisazione, sennò pare che mi sono presentato in smocking con tuba e bastone dal pomello d'argento. Il mio "completo" di oggi consisteva in: giacca già menzionata, un paio di jeans (nemmeno freschi di stiro), camicia classicissima celestina e scarpe molto comode (tipo Camper). Insomma, 'na cosa casual, che se mi fossi presentato così nella banca in cui lavoravo prima non mi avrebbero nemmeno fatto entrare.

Insomma... eravamo all' "ammazza come sei in tiro oggi!". Subito un'altro aggiunge "di che si tratta? Cresima? Comunione?", e un'altro ancora "ma che ieri sei andato ad un matrimonio?"
Io, con su la Maschera da Tonto, rispondo che proprio non capisco tutte queste battute, sarà che dove lavoravo prima andavo in ufficio con il completo e alla giacca sono abituato. E poi oggi fa caldo per il maglione... e me ne torno alla mia postazione abbastanza stupito di aver suscitato tutto questo clamore. Commento sorpreso con il mio collega "contiguo", con cui ho un buon rapporto, e lui, senza scomporsi più di tanto, mi fa capire che è normale. Cose già viste.

Scambiamo alcune impressioni sull'accaduto e inizio a capire cosa è successo. Il percè di quella battuta stizzita del manager, del clamore tra i colleghi. In effetti ora che ci penso, non ho mai visto nessuno, da che lavoro qui, in giacca; a parte i manager ovviamente. Ho toccato un nervo scoperto. Come se l'ultimo pollo del pollaio si fosse messo, la cresta del gallo. Come se un soldato semplice si fosse presentato all'adunata vestito da generale... Insomma ho sbagliato uniforme.

più tardi nella giornata parlo di questi miei pensieri con un paio di persone di cui mi fido e vengono confermate. Addirittura mi viene raccontato un episodio in cui, proprio dal manager di cui sopra, è stato esplicitamente chiesto ad un ragazzo che soleva andare un po' più elegante degli altri, di non vestirsi più in quel modo.

Resto incredulo di fronte alla pochezza di certe persone! Un misto tra schifo, stupore e indignazione. Che voleva dire con quella battuta? che mi posso vestire elegante solo per un colloquio di lavoro? Che devo tornare al mio posto?
E come gli sono andati appresso tutti gli altri! Quella specie di imboscata... la collega carina che ti fa l'apprezzamento, ammiccante, per farti scoprire. Gli altri che ti danno addosso.
Io, poi, in queste situazioni ci sguazzo! Mi diverto a provocare, soprattutto se sono inattaccabile.

Poveretti.

Chissà come mi vesto domani?

(ghigno satanico)

--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

mercoledì, ottobre 24, 2007

Lingua Povera


Sordi-tassinaro ha caricato sul suo tassì una coppia di americani. Lui è un uomo corpulento e indossa un notevole cappello a tesa larga, stile J.R. del telefilm "Dallas". Lei è una donna di mezza età, vestita in modo sgargiante e con una vocetta stridula. I tre discutono animatamente.

SORDI: In television "Dallas"... clicche, clicche, clicche, sempre "Dallas", "Dallas"...
AMERICANO: Clicche "Dallas"? You don't like "Dallas"? Non piacere? Don't touch me so, honey.
SORDI: No, non è che I don't like, è che me rompe. Ecco, tutto qua.
AMERICANO: I don't understand. What do you mean "me rompe"?
SORDI: Me rompe… me rompe perché… perché scusa noi in Italia se dovemo sorbì 'sto polpettone de "Dallas"? Ma che noi italiani ve imponemo a voi forse una trasmissione in television de nome Valmontone, Portogruaro, Gallarate, che forse qualche birbaccione e qualche mignotta ce sta pure là? Perché voi ce dovete rompe li cojoni con 'sto "Dallas"?
AMERICANO: Ehi coijone, I know what that means, don't you bad word me, I'm no Coijone.
SORDI: Ah, cojone lo capisci. Le parolacce le capisci, eh?
MOGLIE: Tu detto "mi cojoni".
SORDI: Cojone sì, ma your husband, signora, suo marito è attaccabrighe. E' very attaccabrighe.
AMERICANO: And you're a dirty bastard! That's what you are! A dirty bastard!
SORDI: Un little precisation America. Voi americani dite sempre la parola bastardo, lo sai perché? V'o dico io. Perché c'avete una lingua molto, ma molto povera. Perché se io mi volessi abbassare a rispondere al tuo bastard, che a noi ce fa proprio ride, io ti potrei dare (incalzante) del figlio di madre ignota, del rotto nel posteriore, ti potrei mandare a fare nel medesimo, potrei fare appello anche ai tuoi morti, con eventuale partecipazione de tu' nonno in carriola opzionale e coinvolgere tua sorella, notoriamente incline allo smandrappo e all'uso improprio della bocca, e allargà il discorso a quel grandissimo Toro Seduto de tu' padre, a sua volta figlio di una città di cinque lettere cantata da Omero, che tu 'n sai manco chi era perché sei ignorante. Are you ignorant!
AMERICANO: I understand that, ignorant, and you stop talking like that! You are a bastard, you are a dirty bastard!
La moglie cerca di calmare il marito
SORDI: Non alza voice with me, perché tu fai tremare me pizzo de camicia, you understand pizzo de camicia? No, no, no, tu non meni a nessuno, perché I bring my chiav english and I give in your fronte. Mica notte.


Da "Il tassinaro", 1983


--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, ottobre 22, 2007

Voglio Poesia


La cerco, ne ho bisogno come di respirare. Voglio la poesia della natura, la poesia delle parole e quella della musica. Voglio sentire che nel mondo c'è armonia, c'è speranza e arte. Chè di fronte alla distruzione che l'uomo causa a se stesso e alle cose che ha intorno e allo stesso ambiente in cui vive, c'è ancora spazio per dire che qualcosa di buono viene creato.
Cerco poesia intorno a me, poesia come il canto delle cose ben fatte e dei lavori ben riusciti. La canzone cantata dai gesti amorevoli, dagli abbracci stretti e dai baci lunghi; dagli amici che si vogliono bene e dagli amanti che si cercano con le mani e con i corpi.
I miei occhi si girano a cercare nei gesti di tutti i giorni uno spiraglio, uno spazio per il sentimento dolce che ho dentro e che straripa. Calmo come non ero da un po', improvvisamente desidero il bello delle cose, il buono della vita. Vorrei distribuirne un po' in giro, vorrei spandere queste rime soavi che, così di rado ormai, percorrono i meridani dei miei sentimenti perchè sentirle solo mie mi pare un delitto.

E sapete qual'è il bello? che non è successo assolutamente niente di nuovo che mi abbia portato a questo. Soltanto... è così.
Dove la metto tutta questa energia?


(Nella foto: Nuvola Accesa sul G.R.A. Di me medesimo)
--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, ottobre 15, 2007

The Environment

Ci sarà un giorno in cui il cielo sarà scuro e la luce della nostra stella sarà troppo debole per rischiararlo. Ci sarà un giorno in cui le acque di questo mondo non saranno più fonte di vita per miliardi di organismi viventi, ma saranno il liquido veleno che corrompe tutto ciò che tocca. Arriverà il giorno in cui la terra sarà sterile e nessun frutto nascerà, nessuna radice troverà più nutrimento da essa; e il vento d'estate non sarà più un fragrante refrigerio ma terribile tornado incandescente. Arriverà un momento in cui ogni risorsa naturale sarà stata sfruttata, ogni pietra estratta, ogni goccia bevuta, ogni alberò tagliato, ogni animale ucciso. Quel giornò arriverà anticipato da segnali di distruzione e morte, ma nessuno avrà il coraggio di interpretarli, nessuno se ne assumerà la responsabilità e tutti diranno doveva accadere.

Una cosa è certa, nessuno sarà li a vedere quel giorno, il pianeta morrà solo dopo l'ultimo essere umano.
Il mondo su cui vivi è casa tua! Rispettalo!


(15 Ottobre 2007 - Kain per il Blog Action Day)
--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

domenica, ottobre 14, 2007

Un ringraziamento sentito e dovuto


Io non so come faccia ma quest uomo dimostra ogni giorno di più di credere ciecamente in me.
Io non so veramente come ringraziarti! Sei un fenomeno TheSim!


--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

martedì, ottobre 09, 2007

Illuso

Illuso è chi pensa che un prete sia sinonimo di santità
chi un giorno decide il da farsi ed è sicuro che lo farà
Illusa è la gente che crede in una o più divinità
soltanto se quello che vede non è conforme alla normalità

Chi vive superficialmente ma crede di apprezzare le piccole cose
chi vuole sedurre una donna regalandole rose, regalandole rose

Illuso è chi cerca in un bacio il suono di mille campane
chi guarda alle stelle e vedendole lì non le trova poi tanto lontane

Illusa mia madre quel giorno che disse mio figlio mi darà
l'amore di cui ho bisogno, perché mio figlio un buon figlio sarà.

Chi vive superficialmente ma crede di apprezzare le piccole cose
chi vuole sedurre una donna regalandole rose, regalandole rose

Illuso anch'io continuamente, confuso tra tante realtà
ma se scoprirò quella giusta, chissà se poi l'illusione cadrà
se scoprirò che c'è una sola realtà non credo che mi basterà.


Daniele Silvestri - Prima Di Essere Un Uomo (1995)
--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

domenica, ottobre 07, 2007

Serj Tankian - Empty Walls (Official Video)

E adesso facciamo un po' di promozione al prossimo disco di zio Serj, già cantante dei SOAD, in uscita a ottobre. Questo è il singlo, a me piace un casino.
Sul MySpace di Serj c'è anche un altra canzone, Unthinking Majority, con un video spettacolare e un'intervista in cui lui stesso interpreta tutti i ruoli... roba da dissociati. Il link è nella colonna Emozionarte.
Voglio commenti :-)

Commenti non pubblicati - Chiedo scusa

Ho pasticciato con alcune opzioni della gestione dei commenti e ho applicato un'opzione abbastanza infausta. Praticamente trattasi della moderazione commenti, ovvero il moderatore del blog (cioè io) deve dare il suo ok alla pubblicazione dei commenti scritti dai suoi lettori.

Una sorta di censura pre pubblicazione. Fortunatamente i lettori di codesto spazio sono tutti educatissimi e sanno da soli cosa scrivere e cosa no pertanto appena mi sono accorto di cosa stava accadendo (cioè ora) ho "liberato" alcuni commenti bloccati e tolto quest'opzione decisamente antidemocratica e lontana dai miei principi.

Chiedo scusa a tutti per la svista.

Approfitto per ricordare che Caino allo Specchio è uno spazio di condivisione "Uno a Molti" e che chi scrive, cioè sempre io, desidera profondamente che ci sia interazione con chi legge. E' lo scopo stesso di questo spazio, più scrivete più sono contento.

--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain