mercoledì, ottobre 25, 2006

Sereno Crescente

In questi giorni mi sento particolarmente sereno ed equilibrato.
Riesco ad affrontare con il giusto piglio e calma serafica tutto ciò che mi si pone davanti. Sento basi solide e radici profonde sotto i piedi anche se, in realtà, sotto ogni aspetto la mia vita è in divenire; è acqua che scorre veloce in mille direzioni ma adesso, dopo tanto tempo, mi sembra di riuscire a intravedere la direzione presa da più rami del delta. La foce è ancora parecchio lontana ma non mi spaventa affatto. A volte mi chiedo cosa mi stia succdendo, sono cambiato tantissimo dall'inizio dell'anno sia esteriormente che internamente.
Che stia mettendo giudizio? Che stia crescendo veramente? Speriamo di no

Ho bisogno di meditare su questo....


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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

mercoledì, ottobre 18, 2006

Love, After All

(...continua dal post precedente)

E così capita che stai a casa senza fare niente per un bel po' di tempo. Che sei talmente impigrito dalla malattia che ti scordi di fare tutte le cose più importanti dedicando il tempo a quelle più inutili. Ma va bene anche così.

Quello che mi rimane di questa faccenda, oltre al taglio di 7/8 Cm che ho nella pancia, sono le manifestazioni di affetto delle persone che ho intorno. Quelle degli amici, dei colleghi, dei familiari, delle persone care. Tanti si sono preoccupati per me e per la mia salute e questo, non lo nego, mi ha fatto piacere. Mi ha fatto sentire sempre "abbracciato", in un momento particolarmente difficile da sollievo.
Mi è rimasta anche una diversa comprensione del mio corpo; come ho già detto adesso so di avere anche un "dentro" da accudire e da preservare.

Quello che ho perso, invece, è sicuramente un'appendice infetta di 12 Cm "grossa come un gatto", come ha detto mio fratello. Ho perso un po' di sicurezza in me stesso; io che mi credevo invulnerabile, che mi sono ripetuto per anni che "dovevo" essere forte e stare in salute per sopportare meglio il peso di chi stava male". Io che mi sono sempre caricato sulle spalle la sofferenza altrui sentendomela sotto la pelle, convinto di essere un parafulmine per il dolore, un catalizzatore di ferite.
Mi sono trovato improvvisamente in un letto di ospedale, sofferente, causa di sofferenza per chi mi è stato vicino.
Diciamo che ho scontato la pena per la presunzione...

Ieri sono tornato a lavoro, molta gente mi ha manifestato affetto, colleghi, persone con cui lavoro da tre anni almeno ma con cui non ho molto di più che un rapporto lavorativo. Vedere tanta preoccupazione e tanto affetto dimostrato così calorosamente mi lascia una leggera sensazione di conforto, e un sorriso di gratitudine e riconoscenza sgorga sincero.


Grazie a tutti....
(fine)
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

mercoledì, ottobre 04, 2006

Deep Cut, Deep Hurt

(...continua dal post precedente)

Insomma ti addormenti e, come se niente fosse, ti svegli con un taglio sulla pancia nemmeno fossimo in un film di cappa e spada.
Rincoglionito come dopo una centrifuga alla velocità della luce e con dentro tanta robaccia da farti internare per mesi a S.Patrignano. Così mi son sentito appena sveglio, qualche faccia amica e poi di nuovo sonno, profondo e pesante.
Quando ho aperto gli occhi quasi lucido erano le 5:10 del mattino. Azzardo un controllo tattile li dove sento che c'è qualcosa di diverso ma non mi spingo più in la del perimetro del cerotto. Poi capisco che ho una specie di bottiglietta attacata ad uno dei tubi che mi finiscono nel braccio, l'ho già vista e so cos'è. Leggo l'etichetta -Toradol e Morfina-, adesso capisco perchè non ho dolore. Grazie Fratè.... Poi di nuovo sonno, un po' diverso stavolta.

Mi tornano in mente alcune nozioni di cultura giapponese. Harakiri, il suicidio rituale dei Samurai, significa tagliarsi il ventre (Hara). I Samurai si uccidevano squarciandosi da soli il ventre perchè credevano che fosse il punto in cui risiedono le forze vitali, lo spirito di un uomo.
Quest'operazione mi ha ricordato alcune cose che alla mia età tendono a sfuggire:

1. Non sono invulnerabile. L'uomo è carne e la carne tende alla marcescenza. Bisogna averne cura. Sono anni che non prendo più nemmeno un raffreddore, io questo me l'ero dimenticato.

2. "Sono" (nel senso che esisto) fisicamente sia fuori che dentro. Io da un po' di tempo vedevo solo il fuori, cosa che porta a trascurare il dentro.

3. Essere convinti di alcune cose, avere un credo, nel momento del bisgno aiuta un casino. Vi spacco le balle con lo Zen da tanti anni, per la prima volta nella mia vita "credere" in alcuni principi è servito a darmi forza, coraggio e tranquillità. Altrimenti, lo ammetto sinceramente, al Pronto Soccorso me la sarei fatta addosso dalla paura.

4. La Merda ha un valore esistenziale, qualitativo ed emotivo. C'è differenza tra farla o no; Farne troppo poca o troppa non è come farne il giusto. Il non riuscire a farla può sconfortare da morire, soprattutto se ti tiene un giorno in più in ospedale.

Mi pare ovvio che di tutti questi Principi Ritrovati l'unico che ricorderò sempre sarà l'ultimo, gli altri verranno offuscati dal tempo e dalla buona salute.

(continua...)
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

domenica, ottobre 01, 2006

Waiting for The Ripper

In tre giorni ti cambia la percezione di ogni cosa.
Molti di voi sanno della mia profonda idiosincrasia per gli ospedali, lunedì scorso non avrei mai detto che ci avrei passato una settimana, sarei stato operato e una parte di me (ormai inutile, infiammata e purulenta da come mi dicono) sarebbe stata asportata dalla mia pancia.
Domenica sera ho avuto le prime avvisaglie di quella che poi sarebbed iventata una classica, dolorosa e per certi versi banalissima appendicite.
Già martedì avevo capito che il dolore alla pancia non era quello dato da un'abbondante mangiata (che non c'era stata) o da un'intossicazione. Qualcosa di più profondo. Io odio i medici e gli ospedali. Mio fratello è medico.
Questo non vuol dire, ovviamente che lo odio, ma odio quel suo modo di guardarmi e di toccarmi quando gli dico che mi sento male. Esattamente il modo in cui mi ha toccato la parte dolente mercoledì mattina. "se il dolore continua ti vengo a prendere a lavoro e andiamo in ospedale per delle analisi" mi ha detto. Il dolore non è passato e lui mi è venuto a prendere e mi ha portato in ospedale dal quale sono uscito questa mattina con qualche etto in meno.
Lo devo ringraziare, conoscendomi non sarei andato a farmi vedere e una banalissima appendicite avrebbe potuto trasformarsi in un dramma.

Quando sono arrivati i risultati delle analisi, li al pronto soccorso, e mi ha detto che avrei dovuto operararmi ho vacilato. Lo Zen è servito a qualcosa finalmente...
Respirazione, calma, concentrazione.....

Poi è iniziata l'attesa dell'operazione. Da qui i ricordi si fanno un po' vaghi e si accavallano. Paure, persone care, ansie. L'ultima cosa che ricordo è l'anestestista che spinge il culo di una siringa dentro la mia vena poi....... Buio.

(continua.....)
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain