domenica, dicembre 23, 2007

Preme per Uscire

C'è qualcosa che sta nascendo.
Mi sento come un tubetto di dentifricio nuovo, che viene strizzato forte. Il tapposta per saltare. Sento, dopo tanti anni, un fortissimo desiderio di produrre, creare, plasmare. Sento il desiderio e la voglia di pennellare righe tese e dare forma a qualcosa di mio. Ho aperto nuovi occhi alla realtà e tante cose sento entrare, vorrei anche farne uscire qualcuna.

Ci provo, lo giuro. Stavolta mi ci metto seriamente. Solo devo trovare il filo giusto da seguire, da tener saldo nelle mani fino alla destinazione; fino a che non sarà l'unico possibile, e avrò imparato a distinguerlo tra milioni di altri.
Sono nella giusta direzione.
Spero.
--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

domenica, dicembre 16, 2007

You Don't Know What Love Is



In some respects
I suspect you've got a respectable side
When pushed and pulled and pressured
You seldom run and hide
But it's for someone elses benefit
Not for what you wanna do
Until I realize that you've realized
I'm gonna say these words to you

You don't know what love is
You do as you're told
Just as a child at ten might act
But you're far too old
You're not hopeless or helpless
And I hate to sound cold
But you don't know what love is...
You just do as you're told

I can see your man
Cant help but win
Any problems that may arise
But in his mind there can be no sin
If you never criticize
You just keep on repeating
All those empty "I love you's"
Until you say you deserve better
I'm gonna lay right into you

You don't know what love is
You just do as you're told
Just as a child of ten might act
But you're far too old
Your not hopeless or helpless
And I hate to sound cold
But you don't know what love is
No you don't know what love is
No you don't know what love is

You just do as you're told
You do as you're told
Yeah


--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

sabato, dicembre 15, 2007

Marx era Buddista



Estratto dall'intervista di Anais Ginori (La Repubblica) al Dalai Lama:

[...] Durante l'adolescenza, il suo paese è stato invaso e lei si è ritrovato a trattare con il Grande Timoniere, Mao Zedong.

"Lo incontrai nel 1954 a Pechino. Mi trattò come un figlio, mi diede consigli. Mi aveva quasi convinto ad iscrivermi al partito comunista. Ancora adesso mi considero metà buddista, metà marxista. Davvero, credo che il marxismo sia ancora la chiave di una giustizia sociale ed economica".[...]


Io, tutto sommato, ne sono sempre stato convinto.
ma sentire certe cose da uno degli uomini che più stimo al mondo da corpo ad una fede.

Il testo integrale dell'intervista è qui.

P.S. Ancora complimenti al nostro governo e a quel sant'uomo del papa per aver rifiutato l'incontro con un personaggio eversivo e pericoloso come Sua Santità Il Dalai Lama. Veramente un gesto di civiltà...
Certo che alla luce di queste dichiarazioni mi aspetto un'invettiva di Berlusconi contro i monaci Tibetani.

Mi perplimo.
--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

domenica, dicembre 09, 2007

Cammino, Nero, Solo


Cammino, nero, solo
Per strade buie e umide
Le spalle dritte e il petto
Fiero respira via le nubi scure

Sordo il tocco dei passi miei
Sulla dura strada verso casa
Apro la porta in cerca, credo,
Di luci o chiarori sulle ombre

E trovo il desiderio di oblii
Che da molto tempo non vedevo
Che da molto credevo sepolti
In profondità remote e perse

Immersi nell'olio denso del tempo
Macerati da anni di fughe dal sole
Ne odo gli echi profondi e
Impaurito, insonne, dormo



--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

mercoledì, dicembre 05, 2007

...e 29

domenica, novembre 25, 2007

Effect & Cause



I guess you have to have a problem
If you want to invent a contraption
First you cause a train wreck
Then you put me in traction

Well, first came an action
And then a reaction
But you can't switch around
For your own satisfaction
Well, you put my house down, then got mad
At my reaction

Well, in every complicated situation
You're the human relation
Makin' sense of it all
Take a whole lot a concentration

Well, you can blame my baby
For her pregnant ma
And if there's one of these
On the order for laws
It's that you just can't take the effect
And make it the cause

Well, you can't take the effect
And make it the cause
I didn't rob a bank
Because you made up a law
When you people robbin' Peter
Don't you blame Paul

Can't take the effect
And make it the cause

I ain't the reason that you gave me no reason to return your call
You built a house of cards and got shocked when you saw them fall
Well are you sayin' I'm innocent?
In fact the reverse
But if you're headin' to the grave
You don't blame the hearse
You're like a little girl yellin' at her brother
'Cause you lost his ball

Well you keep blamin' me for what you did
And that ain't all
The way you clean up a wreck
Is enough to get one pause
You seem to forget
Just how this song started
I'm reactin' to you because you left me broken-hearted
See, you just can't take the effect
And make it the cause

Can't take the effect
And make it the cause
I didn't rob a bank
Because you made up a law
Blame people robbin' Peter
Don't you blame Paul
Can't take the effect
And make it the cause

[ Effect And Cause lyrics found on http://www.completealbumlyrics.com ]
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

venerdì, novembre 23, 2007

10001 - Chilometro Palindromo



Che bel numero...
Un anno compiuto 11 giorni fa, 10001 Km percorsi...

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

giovedì, novembre 22, 2007

"Alla fine s'è commosso!"

Ce ne siamo accorti tutti, in macchina, dopo.
Alla fine s'è commosso e questa è la conferma che è un grande uomo.

Solo gli uomini veri si commuovono.
E lui è un uomo vero. Un solido tratto della nostra muaglia cinese...
Grande Prof.

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

mercoledì, novembre 14, 2007

Italiani... Brava gente?

Diaciamo le cose come stanno.

L'italia è un paese razzista.
L'italia è un paese intollerante.
L'italia è un paese incivile.
L'italia è un paese in cui vivere è difficile.
L'italia è un paese narciso.
L'italia è un paese presuntuoso.
L'italia è un paese gradasso.
L'italia è un paese ladro.
L'italia è un paese fancazzista.

L'italia è un paese di merda...

...e io mi vergogno di essere italiano.
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

domenica, novembre 11, 2007

Spazi e Colore



Palazzo Delle Esposizioni
Mark Rothko
a cura di Oliver Wick
6 ottobre 2007 - 6 gennaio 2008

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

giovedì, novembre 08, 2007

Guida Pratica di Sopravvivenza ad un Lavoro di Merda

Ovvero: come preservare la propria sanità mentale quando tutto, ma proprio tutto, sembra minacciarla.

Punto 1: Niente Panico.
mutuato dalla Guida Galattica per Autostopppisti direi che è il primo, irrinunciabile, caposaldo per la sopravvivenza in un ambiente ostile come quello del Lavoro Merdoso.
Non serve agitarsi o farsi prendere dalla paura, che so, del licenziamento. Anzi un aspetto pacato e sereno contribuiranno ad accrescere la credibilità nei vostri confronti. Un'aria serena, tranquilla, ma allo stesso tempo decisa, vi renderà invincibili agli occhi dei colleghi. se terrete questo atteggiamento, nonostante l'odore di Maelstrom che si respira nell'aria, verranno a chiedervi consiglio/aiuto/soccorso/favore come un discepolo al cospetto di OSHO.

Punto 2: La strategia vincente è essere irreprensibili.
Se non sbagliate nessuno potrà accusarvi di essere negligenti e cercare di farvi le scarpe quando meno ve lo aspettate. Nel malaugurato caso che qualcosa possa avervi indotto all'errore, (capita a tutti prima o poi) la vostra generale efficienza renderà una bazzecola ogni imprecisione. In generale è molto meglio fare di meno ma fare tutto bene, piuttosto che provare a fare tutto e ottenere dei risultati pessimi su tutti i fronti.

Soltanto con questi due postulati riuscirete a sopravvivere a situazioni tipo:
arriva il Capo di corsa con un portatile in mano che deve andare ad una riunione con il Capo del Capo ma deve anche portare il portatile ad Nemica del Capo del Capo perchè gli è stato richiesto di terminare l'attività "Oggi per Ieri" e "per favore che ci puoi andare tu?". Andare dalla Nemica del Capo del Capo con in mano un pezzo di ferro e plastica di cui non sai nulla se non che dovrebbe (sottolineo dovrebbe) fare una certa Attività Importantissima; salutare cordialmente la figura mitologica mezza donna mezza manager e mezza arpia (!?!), aprirgli il laptop davanti, lanciare l'applicazione per Attività Importantissima... e nicchiare sorridendo quando si riceve il primo messaggio di errore. Scusarsi in maniera placida per l'inconveniente sottolineando che si stava facendo un favore a Capo che "l'attività l'aveva seguita lui ma era stato chiamato in riunione all'ultimo. ma non si preoccupi, è una cosa da nulla". Far funzionare l'applicazione, tirare via due battutine di circostanza e assistere allo scatenarsi di una guerra intestina composta da proiettili duri come mail con in copia l'AD.
Tornare in ufficio, vedere gli occhi spaesati e iniettati di sangue del Capo, il quale ha appena ricevuto mail da Capo del Capo con richiesta spigazioni su cosa non avesse funzionato al primo colpo. Rispondere con un sufficiente "ti eri solo dimenticato di fare Cosa Banalissima Che Sanno Pure Gli Studenti Del CEPU", alzare le spalle e andare via con il rumore di sottofondo dello sfregare dei denti del Capo che scrive mail di spiegazioni, con suicidio annesso, a Capo del Capo; al quale, per inciso, non frega assolutamente niente di tutta questa storia chè la guerra intestina già dura da tanto e questa era solo una battaglia.

Ci vuole poco per sopravvivere.....

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

giovedì, novembre 01, 2007

Apnea



Trattengo il respiro.
Vivo giorni sospesi. Un fermo immagine prolungato nel tempo che percorro a piedi lenti. Guardo e osservo e scruto ogn dettaglio in cerca di una via di uscita. Il rumore dei miei passi stretti è la colonna sonora di una vita vissuta come a guardare un film che scorre svogliato. Ad spettrae che la trama prenda una nota diversa, che spicchi il volo. Ad aspettare che diventi interessante.

Tratengo il respiro.
Ma non sono in ansia. Non è angoscia di non conoscere il finale. Sospendo le funzioni vitali aspettando che il nastro riprenda ad andare nella direzione giusta.
Ibernazione.

Il mio gatto entra nel campo visivo dalla coda dell'occhio. Mi fissa per qualche secondo con i suoi occhi gialli. Senza aver trovato nulla esce dalla porta socchiusa. Invisibile. Un'ombra nell'ombra.

Così mi guardo io la mattina. Fisso un punto vuoto nello specchio e cerco la mia immagine riflessa nel riflesso dei miei occhi. Mentre ciò che vorrei scorre via dalla porta socchiusa. Faccio smorfie davanti all'immagine riflessa, immobile, e tocco con mano ciò che già avevo intuito. Non sono io quello che si alza ogni mattina e ripete metodico gli stessi gesti di sempre. non sono io il protagonista di quel film che stenta a partire, pieno di comparse, situazioni irreali come le gag dei clown al circo. Non sono io quel riflesso immobile al di la dello specchio. Io sono quello che fa le smorfie, che gioca a fare lo scrittore, che sogna un futuro migliore, che desidera uno spazio proprio da vivere. Io non sono quel pupazzo che cammina sui binari costruiti da un altro, non voglio nemmeno essere il comico che imbocca la risata al suo pubblico.

Adesso respiro.

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, ottobre 29, 2007

No Uniform


Stamattina, dopo la doccia do uno sguardo fuori e vedo un bel sole. Temperature in aumento diceva ieri il TG.
Apro l'armadio e mi dico.. oggi niente maglione, venerdi sono morto di caldo. Metto la giacca.
Da quando ho cambiato lavoro non l'ho più messa, un po' per il troppo caldo o per il troppo freddo, in moto non è comoda, insomma dopo anni in cui la Working Uniform era il completo mi stavo godendo un po' di casual.

Oggi però mi sembrava proprio l'indumento perfetto e, senza starci troppo a pensare, lo scelgo. Non mi sarei mai aspettato quello che è successo dopo.
Arrivo a lavoro abbastanza presto come al solito, tolgo il giubotto da moto e vado per appenderlo quando una collega, che mi era alle spalle, mi fa "Fabio! Girati un po'". Io non capisco e mi giro piano piano. "Hai capito Fabio com'è elegante oggi!" con tono un po' canzonatorio e un po' paraculo. Io stiro un sorriso stupito, "Bhè non mi pare, oggi fa un po' caldo ho preferito la giacca al maglione". L'altro collega, un manager, aggiunge sarcastico "...E in bocca al lupo!". Io, sempre più stupito, "per cosa, scusa?", "Per il colloquio di lavoro. Spero vada bene!".
Il commento, una punta velenoso, mi lascia senza parole e con un sorrisetto di circostanza abbozzo senza aver capito più di tanto.
Una nota mi infastidisce. Come una voce stonata in un coro, ma non gli do peso più di tanto. Una battuta uscita male, penso, ed è finita li.

Passa un po' di tempo e l'ufficio comincia a popolarsi. Nella stanza accanto, dove lavorano i due colleghi mattinieri, l'aria si riempe dei soliti "Buongiorno" e "Chi ha già preso il caffè?" e io sono già concentrato sul lavoro.
Arrivano anche le persone con cui lavoro più a contatto, nello stesso open space. Le solite battute da lunedì mattina e già si comincia a parlare di lavoro. "Fermi tutti! Prima un caffè che non l'ho ancora preso". Al ritorno dalle macchinette un'altra collega, compagna di scrivania di quella di prima, mi fa "Fabio, ammazza come sei in tiro oggi!"

A questo punto occorre una precisazione, sennò pare che mi sono presentato in smocking con tuba e bastone dal pomello d'argento. Il mio "completo" di oggi consisteva in: giacca già menzionata, un paio di jeans (nemmeno freschi di stiro), camicia classicissima celestina e scarpe molto comode (tipo Camper). Insomma, 'na cosa casual, che se mi fossi presentato così nella banca in cui lavoravo prima non mi avrebbero nemmeno fatto entrare.

Insomma... eravamo all' "ammazza come sei in tiro oggi!". Subito un'altro aggiunge "di che si tratta? Cresima? Comunione?", e un'altro ancora "ma che ieri sei andato ad un matrimonio?"
Io, con su la Maschera da Tonto, rispondo che proprio non capisco tutte queste battute, sarà che dove lavoravo prima andavo in ufficio con il completo e alla giacca sono abituato. E poi oggi fa caldo per il maglione... e me ne torno alla mia postazione abbastanza stupito di aver suscitato tutto questo clamore. Commento sorpreso con il mio collega "contiguo", con cui ho un buon rapporto, e lui, senza scomporsi più di tanto, mi fa capire che è normale. Cose già viste.

Scambiamo alcune impressioni sull'accaduto e inizio a capire cosa è successo. Il percè di quella battuta stizzita del manager, del clamore tra i colleghi. In effetti ora che ci penso, non ho mai visto nessuno, da che lavoro qui, in giacca; a parte i manager ovviamente. Ho toccato un nervo scoperto. Come se l'ultimo pollo del pollaio si fosse messo, la cresta del gallo. Come se un soldato semplice si fosse presentato all'adunata vestito da generale... Insomma ho sbagliato uniforme.

più tardi nella giornata parlo di questi miei pensieri con un paio di persone di cui mi fido e vengono confermate. Addirittura mi viene raccontato un episodio in cui, proprio dal manager di cui sopra, è stato esplicitamente chiesto ad un ragazzo che soleva andare un po' più elegante degli altri, di non vestirsi più in quel modo.

Resto incredulo di fronte alla pochezza di certe persone! Un misto tra schifo, stupore e indignazione. Che voleva dire con quella battuta? che mi posso vestire elegante solo per un colloquio di lavoro? Che devo tornare al mio posto?
E come gli sono andati appresso tutti gli altri! Quella specie di imboscata... la collega carina che ti fa l'apprezzamento, ammiccante, per farti scoprire. Gli altri che ti danno addosso.
Io, poi, in queste situazioni ci sguazzo! Mi diverto a provocare, soprattutto se sono inattaccabile.

Poveretti.

Chissà come mi vesto domani?

(ghigno satanico)

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

mercoledì, ottobre 24, 2007

Lingua Povera


Sordi-tassinaro ha caricato sul suo tassì una coppia di americani. Lui è un uomo corpulento e indossa un notevole cappello a tesa larga, stile J.R. del telefilm "Dallas". Lei è una donna di mezza età, vestita in modo sgargiante e con una vocetta stridula. I tre discutono animatamente.

SORDI: In television "Dallas"... clicche, clicche, clicche, sempre "Dallas", "Dallas"...
AMERICANO: Clicche "Dallas"? You don't like "Dallas"? Non piacere? Don't touch me so, honey.
SORDI: No, non è che I don't like, è che me rompe. Ecco, tutto qua.
AMERICANO: I don't understand. What do you mean "me rompe"?
SORDI: Me rompe… me rompe perché… perché scusa noi in Italia se dovemo sorbì 'sto polpettone de "Dallas"? Ma che noi italiani ve imponemo a voi forse una trasmissione in television de nome Valmontone, Portogruaro, Gallarate, che forse qualche birbaccione e qualche mignotta ce sta pure là? Perché voi ce dovete rompe li cojoni con 'sto "Dallas"?
AMERICANO: Ehi coijone, I know what that means, don't you bad word me, I'm no Coijone.
SORDI: Ah, cojone lo capisci. Le parolacce le capisci, eh?
MOGLIE: Tu detto "mi cojoni".
SORDI: Cojone sì, ma your husband, signora, suo marito è attaccabrighe. E' very attaccabrighe.
AMERICANO: And you're a dirty bastard! That's what you are! A dirty bastard!
SORDI: Un little precisation America. Voi americani dite sempre la parola bastardo, lo sai perché? V'o dico io. Perché c'avete una lingua molto, ma molto povera. Perché se io mi volessi abbassare a rispondere al tuo bastard, che a noi ce fa proprio ride, io ti potrei dare (incalzante) del figlio di madre ignota, del rotto nel posteriore, ti potrei mandare a fare nel medesimo, potrei fare appello anche ai tuoi morti, con eventuale partecipazione de tu' nonno in carriola opzionale e coinvolgere tua sorella, notoriamente incline allo smandrappo e all'uso improprio della bocca, e allargà il discorso a quel grandissimo Toro Seduto de tu' padre, a sua volta figlio di una città di cinque lettere cantata da Omero, che tu 'n sai manco chi era perché sei ignorante. Are you ignorant!
AMERICANO: I understand that, ignorant, and you stop talking like that! You are a bastard, you are a dirty bastard!
La moglie cerca di calmare il marito
SORDI: Non alza voice with me, perché tu fai tremare me pizzo de camicia, you understand pizzo de camicia? No, no, no, tu non meni a nessuno, perché I bring my chiav english and I give in your fronte. Mica notte.


Da "Il tassinaro", 1983


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Kain

lunedì, ottobre 22, 2007

Voglio Poesia


La cerco, ne ho bisogno come di respirare. Voglio la poesia della natura, la poesia delle parole e quella della musica. Voglio sentire che nel mondo c'è armonia, c'è speranza e arte. Chè di fronte alla distruzione che l'uomo causa a se stesso e alle cose che ha intorno e allo stesso ambiente in cui vive, c'è ancora spazio per dire che qualcosa di buono viene creato.
Cerco poesia intorno a me, poesia come il canto delle cose ben fatte e dei lavori ben riusciti. La canzone cantata dai gesti amorevoli, dagli abbracci stretti e dai baci lunghi; dagli amici che si vogliono bene e dagli amanti che si cercano con le mani e con i corpi.
I miei occhi si girano a cercare nei gesti di tutti i giorni uno spiraglio, uno spazio per il sentimento dolce che ho dentro e che straripa. Calmo come non ero da un po', improvvisamente desidero il bello delle cose, il buono della vita. Vorrei distribuirne un po' in giro, vorrei spandere queste rime soavi che, così di rado ormai, percorrono i meridani dei miei sentimenti perchè sentirle solo mie mi pare un delitto.

E sapete qual'è il bello? che non è successo assolutamente niente di nuovo che mi abbia portato a questo. Soltanto... è così.
Dove la metto tutta questa energia?


(Nella foto: Nuvola Accesa sul G.R.A. Di me medesimo)
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, ottobre 15, 2007

The Environment

Ci sarà un giorno in cui il cielo sarà scuro e la luce della nostra stella sarà troppo debole per rischiararlo. Ci sarà un giorno in cui le acque di questo mondo non saranno più fonte di vita per miliardi di organismi viventi, ma saranno il liquido veleno che corrompe tutto ciò che tocca. Arriverà il giorno in cui la terra sarà sterile e nessun frutto nascerà, nessuna radice troverà più nutrimento da essa; e il vento d'estate non sarà più un fragrante refrigerio ma terribile tornado incandescente. Arriverà un momento in cui ogni risorsa naturale sarà stata sfruttata, ogni pietra estratta, ogni goccia bevuta, ogni alberò tagliato, ogni animale ucciso. Quel giornò arriverà anticipato da segnali di distruzione e morte, ma nessuno avrà il coraggio di interpretarli, nessuno se ne assumerà la responsabilità e tutti diranno doveva accadere.

Una cosa è certa, nessuno sarà li a vedere quel giorno, il pianeta morrà solo dopo l'ultimo essere umano.
Il mondo su cui vivi è casa tua! Rispettalo!


(15 Ottobre 2007 - Kain per il Blog Action Day)
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

domenica, ottobre 14, 2007

Un ringraziamento sentito e dovuto


Io non so come faccia ma quest uomo dimostra ogni giorno di più di credere ciecamente in me.
Io non so veramente come ringraziarti! Sei un fenomeno TheSim!


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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

martedì, ottobre 09, 2007

Illuso

Illuso è chi pensa che un prete sia sinonimo di santità
chi un giorno decide il da farsi ed è sicuro che lo farà
Illusa è la gente che crede in una o più divinità
soltanto se quello che vede non è conforme alla normalità

Chi vive superficialmente ma crede di apprezzare le piccole cose
chi vuole sedurre una donna regalandole rose, regalandole rose

Illuso è chi cerca in un bacio il suono di mille campane
chi guarda alle stelle e vedendole lì non le trova poi tanto lontane

Illusa mia madre quel giorno che disse mio figlio mi darà
l'amore di cui ho bisogno, perché mio figlio un buon figlio sarà.

Chi vive superficialmente ma crede di apprezzare le piccole cose
chi vuole sedurre una donna regalandole rose, regalandole rose

Illuso anch'io continuamente, confuso tra tante realtà
ma se scoprirò quella giusta, chissà se poi l'illusione cadrà
se scoprirò che c'è una sola realtà non credo che mi basterà.


Daniele Silvestri - Prima Di Essere Un Uomo (1995)
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

domenica, ottobre 07, 2007

Serj Tankian - Empty Walls (Official Video)

E adesso facciamo un po' di promozione al prossimo disco di zio Serj, già cantante dei SOAD, in uscita a ottobre. Questo è il singlo, a me piace un casino.
Sul MySpace di Serj c'è anche un altra canzone, Unthinking Majority, con un video spettacolare e un'intervista in cui lui stesso interpreta tutti i ruoli... roba da dissociati. Il link è nella colonna Emozionarte.
Voglio commenti :-)

Commenti non pubblicati - Chiedo scusa

Ho pasticciato con alcune opzioni della gestione dei commenti e ho applicato un'opzione abbastanza infausta. Praticamente trattasi della moderazione commenti, ovvero il moderatore del blog (cioè io) deve dare il suo ok alla pubblicazione dei commenti scritti dai suoi lettori.

Una sorta di censura pre pubblicazione. Fortunatamente i lettori di codesto spazio sono tutti educatissimi e sanno da soli cosa scrivere e cosa no pertanto appena mi sono accorto di cosa stava accadendo (cioè ora) ho "liberato" alcuni commenti bloccati e tolto quest'opzione decisamente antidemocratica e lontana dai miei principi.

Chiedo scusa a tutti per la svista.

Approfitto per ricordare che Caino allo Specchio è uno spazio di condivisione "Uno a Molti" e che chi scrive, cioè sempre io, desidera profondamente che ci sia interazione con chi legge. E' lo scopo stesso di questo spazio, più scrivete più sono contento.

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

domenica, settembre 30, 2007

Lezioni di Storia

















Alle pendici della mole di Castel Sant'Angelo, in lieta compagnia e con la voglia di non prendersi troppo sul serio.

A questo punto mi dispiace di aver perso le altre. Per fortuna a novembre ricominciano all'auditorium.


Mi piace quando mi sento culturalmente attivo.
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

domenica, settembre 23, 2007

Terra Verde - Umbria


Visualizzazione ingrandita della mappa

346 chilometri in tutto. un bel viaggetto devo dire. Ieri, come avevo programmata da tempo, ho sfruttato la giornata di bel tempo e sono andato a trovare i miei zii in umbria. Il viaggio è stato anche abbastanza faticoso perchè la mia bimba non ha carena e tanto vento addosso alla lunga stanca.

In compenso è stato divertente il viaggio, anche se la strada scelta non era affatto curvilinea se non in piccoli tratti. ma soprattutto è stato importante andare per parlare un po' con i miei zii. Sono arrivato da loro, non senza problemi, nel bel mezzo della vendemmia. Amare considerazioni mi hanno attraversato la mente, che però meritano maggiore elaborazione. La cosa rilevante è che mi sembra di aver riscoperto una sorta di "attaccamento alla terra", vissuta non solo come suolo calpestabile o percorribile ma nche come fonte di vita, come casa per le radici.
Insomma, mio zio che 7 operazioni sulle spalle di cui una recentissima, tanti anni di vita in città come portiere, una volta andato in pensione è tornato alla sua terra e ieri stava seduto sul trattore incavolatissimo perchè non poteva tagliare lui stesso l'uva dai tralci. Mi ha raccontato dell'età delle viti, che suo padre aveva fatto rinascere dopo un lungo perido di incuria, che sono li da più di cinquant'anni e che ormai fanno poca uva ma buonissima; mi ha raccontato la storia degli ulivi che crescono in quel terreno, più di 200, e della storia di alcuni di essi. Quello era quasi morto ma ha "ricicciato", quello li col tronco grosso avraà più di cento anni. Quasi piangeva quando mi ha deto che una volta ne ha tirato giù uno col trattore, per errore.

Insomma sono storie che commuovono. E si capisce che la Terra è importante, fino a una manciata di anni fa era considerata esclusivamente VITA! Adesso è industria per alcuni, amore per altri, sopravvivenza per altri ancora.

P.S. Questa qui sotto è la vista che c'è da casa di mio zio...



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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

venerdì, settembre 21, 2007

C'è bisogno di piccole cose



...Tipo l'odore del pane caldo del forno può raddrizzare anche un venerdì mattina svogliato. Uno di quelli in cui anche la luce del sole è un fastidio.

Dio Benedica I Fornai
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, settembre 17, 2007

Tra chiacchiere e quadri..... fratelli a passeggio

E' bello riempirsi gli occhi con i colori e le forme dell'arte.
Domenica l'abbiamo fatto io e LaMarzia in cerca di chiacchiere e un po' di tempo da spendere insieme come ogni tanto accade.

La mostra dedicata ai simbolisti alla Galleria D'Arte Moderna è stata piacevole. Premesso che di pittura non capisco un'acca, mi piace tantissimo scoprire colori e forme capaci di emozionare. Mi metto davanti ad un quadro aspettando di essere colto dalla sindrome di Stendhal, di ricevere delle emozioni. Domenica diverse opere mi hanno toccato, ho scoperto che mi piace Moreau (prim d'ora sconosciuto) e che il periodo aureo di Klimt me lo immaginavo più "aureo" (il tono dei colori che avevo visto nelle foto era diverso).

Con LaMarzia ci siamo trovati d'accordo sull' elezione a rivelazione della mostra il quadro IL Peccato, di Franz Von Stuck, che è stata così descritta dai curatori della rassegna: "[...]La seduzione del male assume nel dipinto qui esposto le sembianze di una donna nuda dal sorriso conturbante, che striscia come il serpente dal quale è avvolta. E’ l’estrema versione negativa dell’eterno femminino. [...]".



Come sempre accade, niente è per caso. Ci sono fili nascosti che mi hanno fatto incontrare questo quadro... i discorsi che ne sono scaturiti successivamente con LaMarzia ne sono la prova.

Menzione d'onore per Terra Antica, Agrigento, di cui ho trovato solo questa immagine di quadro omonimo, simile il soggetto ma, putroppo, l'atmosfera evocata dal quadro di Emile-René Ménard che ho visto io era ben diversa.


La cosa più bella della giornata, comunque, è stata la serpentina chiacchierata con la mia sorellina, fatta di discorsi intrecciati a sogni e saldati dal bene che ci vogliamo.
Più spesso ste cose, più spesso!
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

domenica, settembre 16, 2007

Un asino in giro per l'Italia

Stamattina ho letto di questo progetto.
Mi è subito piaciuto perchè richiama alla terra. Questo simpatico quadrupede e il suo compagno umano stanno facendo quello che vorrei fare io... o quasi :-)

Tra l'altro il blog è pieno di spunti interessanti, tipo questo, si merita sicuramente un posto nel blogroll.

Aiutiamolo, soteniamolo anche solo cn qualche parola di incoraggiamento.
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

sabato, settembre 15, 2007

Al cinema sembrano più GIALLI!



Era la mia prima prima (scusate il gioco di parole). Ne è valsa assolutamente la pena. Film divertente e a tratti esilarante, non si discosta tantissimo dallo stile delle puntate a cui siamo abituati ma le gag sono tante e innumerevoli...

Teo mi dispiace che non ci fossi visto che l'idea è stata tua, se sei rincoglionito non è colpa mia.

Non anticipo nulla, da vedere!

P.S. Simpsonizzatevi!!


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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

martedì, settembre 11, 2007

Militi e Scolari



Oggi ho finalmente risolto una storiaccia che mi portavo appresso dal 2002. Sono entrato ufficialmente in possesso della dispensa dal sevizio di leva.
Una storia complicata come nemmeno Kafka avrebbe potuto immaginare che arriva alla sua conclusione insegnando sempre la solita morale: la burocrazia è il male della democrazia e, contemporaneamente, il suo fondamento. Chi conosce la mia storia sa che è davvero complicata e costellata di paradossi misti a casualità degne di un grande scrittore.
Posso tranquillamente dire che è stata una delle cause del mio incipiente incanutimento, chissà se i capelli adesso torneranno a colorarsi?

La mattinata invece si è conclusa con una nota nostalgica, sono passato al mio liceo per ritirare il certificato di diploma. Ho varcato quel cancello con un sorriso interiore profondo e molti ricordi mi hanno investito d'improvviso.
E' stato come rivivere per qualche minuto antiche sensazioni: salire le scale strette, i muri giallognoli ai lati istoriate da graffiti colorati e incomprensibili; l'aria familiare di quel posto non mi ha mai abbandonato ed è stato un piacere parlare con la segretaria che si ricordava ancora di me perchè "frequentavi la biblioteca vero? mi ricordo! Hai due fratelli vero?".
Ho sbrigato le pratiche per niente insofferente della lentezza della cosa, quando la signora si è allontanta per far firmare il certificato dalla preside sono rimasto solo per una manciata di secondi e.... ero felice.
Quando è ritornata le ho fatto alcuni nomi dei miei vecchi professori per sapere se insegnavano ancora, lei ha scosso la testa e ha detto sorridendo "Tu sei vecchio, sono passati dieci anni, sono tutti in pensione".

Si mi sono sentito vecchio....

Sono uscito, ho dato un'ultimo sguardo al cortile e ho scattato questa foto.
Un bel ricordo, un bel pensiero.

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, settembre 10, 2007

Stone Heart Balancing



Il mio cuore è una pietra in equilibrio su un capello mosso dal vento.







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Kain

lunedì, settembre 03, 2007

VOLUME A PALLA!!!!



Fuck You(An Ode To No One)

i'm never coming back
i'm never giving in
i'll never be the shine in your spit
i disconnect the act
i disconnect the dots
i disconnect the me in me
and you're mistaken, it's you that's faking
living and breathing and dying too
this message is for anyone who dares to hear a fool
you can't bring me back, you can't bring me back
cause i gave it all back to you
thru sacred alleys, the living wrecks
wreak their havoc upon this world
the disenchanted, the romantics,
the body and face and soul of you is gone down that deep black hole
destroy the mind-destroy the body-but you cannot destroy the heart
and you, you make me so i need to disconnect
and you make it so real
i don't need your love to disconnect

to runaround kids in get-go cars
with vaseline afterbirths and neon coughs
galaxies full of nobodies
giving us the farewell runarounds
i took a virgin mary axe to his sweet baby jane,
lost my innocence to a no good girl, scratch my face with anvil hands,
and coil my tongue around a bumblebee mouth

and i give it all back to you
no way, i don't need it, i don't need your love to disconnect
and you make it, so real, i don't need your love to disconnect
no way to disconnect
and you make it so real
i don't need your love to disconnect
no way to disconnect

Artist: Smashing Pumpkins
Album: Mellon Collie & The Infinite Sadness

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

sabato, settembre 01, 2007

Tutte le cose di cui ho bisogno



Ok, potrebbe andar meglio! Come sempre d'altro canto. Insomma non è quello che si definisce un momento tranquillo.
Sto cercando di fare un po' di ordine, senza troppo successo, e di raggiungere un paio di obiettivi a medio - lungo termine. Mi manca un po' di voglia di sacrificio e faccio fatica a sbloccarmi ma ci sto lavorando.
Negli ultimi due giorni ho cercato di capire di cosa ho bisogno per stare meglio e questa lista è il risultato dopo attenta e sofferta riflessione, in ordine sparso ed emozionale:

Una casa mia. O un posto in cui vivere non mi sembri così infantile (con la cameretta, la vita coccolata, la cena la sera, i "che hai fatto ieri sera che sei tornato tardi?)... per questo ci vorrà un po', lo so.

La sensazione di stare vivendo il mio tempo pienamente. Che significa fare cose, aprirsi agli stimoli esterni, godere dell'arte (in tutte le sue forme) e inseguire idee e progetti non importa quanto aleatori. L'importante è sapere di stare facendo qualcosa che "riempe".

Ballare più spesso. A me ballare piace, dimenarmi a tempo della musica che mi piace mi diverte, mi fa sfogare e mi da la sensazione di essere vivo (il ballo è la preghiera del corpo, un po' come il sesso)

"Esperienzare". Passatemi il neologismo Hendrixiano ("Are you experienced? Are you really experienced?) ma non saprei come altro tradurre la voglia di conoscere persone, culture luoghi e sensazioni mai provate. Il desiderio di utilizzare tutti i sensi per ricordare al mio corpo e alla mia mente che sono vivo. Ogni neurone inutilizzato è un neurone morto.

Queste sono quelle che mi vengono in mente adesso..... ma la lista è lunga, lunghissima.
Si accettano inviti e suggerimenti.

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Kain

martedì, agosto 21, 2007

Destroy The Matrix

Non sono io che rifiuto il sistema, è il sistema che rifiuta me. Non che questo mi generi insonnia perenne, intendiamoci, a lungo andare però crea una sequenza di rotture di palle da logorare la pazienza del più santo dei santoni.

Sto passando buona parte delle mie sudatissime e agognatissime ferie a ricucire gli strappi che il nostro Sistema Burocratico (di merda) mi ha creato tutt'intorno.
Quando avevo 17 anni pensavo che l'omologazione al Sistema fosse il più grande dei mali possibili. Credevo che vivere fuori dalle regloe significasse affermare la propria individualità come essere emotivo ed "esistente" in contrasto con il mondo degli "allineati".

Molto romantico, molto stupido.

Oggi, mio malgrado, scopro che essere fuori dalle regole (non per scelta ma per caso) è solo estraneità dalla società e non serve ad affermare proprio un cazzo.
Non voglio fare il "pessimista disilluso che sa com'è la vita", solo credo che l'essere estraneo alle regole sociali vada bene per gli asceti. Chiunque voglia vivere in una qualsiesi comunità ha bisogno di darsi regole per progredire e vivere serenamente.

Tutta questa mappazza filosofica da due soldi per dire che l'essere un'anomalia del sistema mi ha creato un mucchio di problemi che mai avrei pensato di dover affrontare. Ancora, a distanza di anni, ne pago lo scotto e non mi sento affatto più affermato come individuo. Se possibile più emarginato.

Fine dello sfogo. Fine dello sproloquio.


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lunedì, agosto 13, 2007

"[...] E il terzo giorno resuscitò ...

... E ascese al cielo"

Quest' ultimo passaggio in effetti mi è mancato. Nel senso che non sono asceso al cielo, però tutto il calvario con via crucis e crocifissione me lo sono fatto. Non mi sono fatto mancare nemmeno il sudario, cioè il lenzuolo del mio letto che domenica mattina pareva la sacra sindone.
Il fine settimana che tanto avrei votato al riposo e al recupero delle energie è passato con tutte le sue febbri. Evabbè, pure qesto lo mettiamo in conto a Morfeo, un conto che domani alle 18:00 dovrà essere pagato. Le ferie cominciano pure per me.

Spero.....

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

martedì, agosto 07, 2007

Il Pane senza Companatico

Com'è buono il pane caldo del forno scrocchiarello e fragrante al palato e alla lingua. Lo mordi lo affondi e le briciole si spargono attorno lasciando profumi di cotto e di legno. Di colpo è finito e non sei ancora sazio ne vuoi di più ma non ce n'è, proprio non ce n'è anche se il sacco è pieno.
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Kain

giovedì, agosto 02, 2007

Ferie anticipate non volute e inaspettate

Devo chiedere scusa ai molti (così mi dicono) lettori di questo Blog per questo mese di lontananza.
Per la verità è stato uno dei mesi più densi e incasinati degli ultimi anni ma non avevo assolutamente voglia di scrivere. Sono accadute cose che ho voluto tenere per me perchè io stesso ho fatto fatica a contenerle.
Adesso, alle soglie delle vacanze estive, ho voluto tornare ad affacciarmi in questo spazio. Sperando che ci sia ancora qualcuno che abbia voglia di leggere.

Caino, quest'anno ha le ferie ma non si sente in vacanza.
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, luglio 02, 2007

Salvaci tu Uomo Radioattivo!!



Chissà se vengono pure a me i superpoteri?!? Qualcosa di tremendamente inutile, tipo il potere di far passare il raffreddore (o di farlo venire), oppure le caccole che diventano di piombo e le puoi lanciare con la fionda......

Sai che risate!
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Kain

domenica, luglio 01, 2007

No Blog!

Ci sono cose che non si possono raccontare, i giorni stupendi me li tengo per me. I fatti importanti me li tengo per me. Le cose mie mi rimangono dentro.

Guardo questa pagina e vorrei che fosse bianca. Niente più fuori.
Tutto dentro.
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, giugno 18, 2007

Film a sorpresa

Veramente non pensavo, non avrei mai creduto che un film con un titolo così brutto, quasi da commediola all'italiana di quart'ordine, potesse avere così tanti spunti di riflessione.
"Se mi Lasci ti Cancello", passato su Rai3 ieri in seconda serata, mi ha veramente colpito....
Da vedere....

P.S. chi traduce i titoli deve morire.... come si fa a trasformare una cosa poetica come Eternal Sunshine of the Spotless Mind in Se mi Lasci ti Cancello. Barbari!
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Kain

venerdì, giugno 15, 2007

Prima della festa

Sono passati poco più di due mesi e tutto mi sembra già così lontano. Io tutto teso a trovare la mia dimensione e quelli che fino a poco tempo fa erano colleghi, amici, adesso sembrano più che altro conoscenti.
Un po' ci penso e me ne dispiace ma, tanto per parafrasare una canzone dei C.S.I., così vanno le cose e così devono andare.

Mi preparo per la serata e mi sento distante.

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Kain

domenica, giugno 10, 2007

La Mia Memoria




Sicuramente debole forse per autodifesa.
Dimentico velocemente fatti, cose e persone come se non avessero mai incrociato la mia strada. Questo è un mio limite, lo ammetto. Ovviamente non dimentico tutto, non è una forma patologica, piuttosto dimentico alcuni momenti; tendo a rimuovere il ricordo dei miei sentimenti.
Quindi mi capita, dopo un po' di tempo di concentrarmi su alcuni momenti passati e trovarmi a dire "ma io ho pensato questo? Perchè mi sono comportato in quel modo? Ma davvero sentivo così forte tutto questo?"
Come se stessi rivedendo un film girato a mia insaputa in cui ho recitato inconsapevolmente una parte scritta da me stesso, che poi ho provveduto a cancellare.
Se mi concentro tutto ritorna, ma non fa parte della mia memoria.

E allora mi trovo per caso a girare la rete in cerca di notizie recenti di persone con cui ho condiviso periodi intensi di crescita. Poi trovo qualcosa e mi verrebbe di scrivergli ma poi penso che forse queste persone non hanno voglia di risentirmi, di sapere che faccio o come vivo. forse mi hanno dimenticato come io ho dimenticato loro....

non so se mi fa più paura dimenticare o ricordare.

(nella foto La Persistenza della Memoria - Salvador Dalì)
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Kain

giovedì, giugno 07, 2007

Dedica

Immagino questo spazio come lo specchio in cui mi rifletto quando parlo a me stesso, quando tento di spiegare ciò che provo di fronte a certe cose che mi accadono. Immagino, quindi, quando scrivo, di non poter mentire, di mettermi a nudo e osservare criticamente ciò che sono, penso, dico e faccio; non sempre si ragiona di cose belle o non sempre lo si vuole fare, vuoi per pudore, per rispetto dovuto ad altri, oppure perchè certe cose non le si vuole condividere con "tutti" ma solo con chi è coinvolto in quel pensiero.
Ci sono una miriade di sentimenti che non transitano per queste righe e rimangono espressi solo in un gesto, una parola oppure non hanno la fortuna di vedere la luce in qualsivoglia modo. Eppre esistono, reali e invisibili, come il vento e spesso tu ne sei la fonte o la destinazione.

Dedico a te questa nuova veste, cornice dei miei sentimenti condivisi, come segno palese di tutti quei pensieri che, pur non essendo mai diventati "parole", tu hai in qualche modo mosso.
Grazie
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Kain

martedì, giugno 05, 2007

WaterfallAround



Certe volte mi sento come se mi stessero chiedendo di vuotare il mare gettando l'acqua nel fiume che ci sfocia.
Molto molto stupido...

(l'immagine è di M.C. Escher - Waterfall, Litografia)
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

Verso Caino 2.0

Come potete notare dal nuovo Header, sto cambiando la veste grafica di del Blog.
Non è per niente facile, solo la creazone del logo (composto dal mio faccione) mi è costata 2 settimane di prove.... Comunque ormai il procedimento è iniziato, perdonate l'accozzaglia difforme dei vari elementi della pagina ma non ho ancora creato ttutti i pezzi. Intanto ditemi se vi piace il nuovo "riflesso".....

Siate impietosi.
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Kain

martedì, maggio 29, 2007

La certezza della pena


Senza stare a girarici troppo intorno, la triste e amara verità è ormai venuta a galla. Questo dannatissimo nuovo lavoro mi ha dato la sicurezza del denaro ma mi ha tolto un po' di serenità. Fino ad un po' di tempo fa lavorare era la cosa che meglio mi veniva e che più mi dava soddisfazione, in cui riuscivo a trovare stimoli senza andarmeli a cercare negli angoletti; al mattino, al suono della sveglia, non ho mai faticato ad alzarmi e cominciare un'altra giornata di lavoro.

Oggi non è più così. Sarà che mi sento buttato allo sbaraglio, sarà che non mi sono ancora ambientato perfettamente, sarà pure il lavoro diverso ma da quando sono qui ogni mattina è una fatica alzarsi, prepararsi e lavorare.
Spero che, insieme alla certezza del posto fisso, non sia arrivata anche la pena, ciò che ho sempre temuto: la noia.
Spero che questo non sia il contrappasso, lo Yang, il Lato Oscuro.

Spero che sia solo un momento.
Lo spero davvero.
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Kain

martedì, maggio 22, 2007

Stream

Voglio andare a dormire chè l'occhio è stanco e la mente pure ma se appoggio la testa comincio a guardare i soffitti bui. Poi parte il film dei miei pensieri, a tratti lento come una pellicola francese, a tratti crudo che pare ci abbia messo le mani Quentin. Me lo guardo scorrere da dietro gli occhi, ribaltato come se stessi fregando una proiezione ad un cinema all'aperto guardando il film dal lato opposto a quello in cui tutto il pubblico si sbocca con i suioi OHHH di stupore. Ho la sensazione che solo chi mi sta davanti riesca a vedere tutto al verso giusto nella corretta sequenza temporale, cosa se ne può fare di questo serpentone incomprensibile davvero non lo so tanto che chiudo gli occhi e interrompo la visione. Da oggi in poi si paga! Per venire a vedere - siori e siore - da ora in poi vedere ha il suo prezzo, come al poker.
Me lo guardo tutto io sto polpettone sbiadito e spezzettato di pellicola semionirica, che magari riesco pure a interpretarla pure meglio di Zio Sigmondo con i suoi sigari/piselli. La chiave mia è un'altra, si capisce dalla serratura, qui c'entra "l'Incompiuto".

Ricordo la gita a Firenze in terza media quando facevo il filo, io bruttino, alla ragazzina secchetta-con-le-trecce. Era un ossicino ma aveva degli occhi neri neri che ti c perdevi. Insomma a Palazzo Vecchio ci fecero vedere le opere mezze del Gran Maestro Buonarroti, mezze perchè non erano finite; e io mi ricordo questa fila di tronchi umani che cercavano di venir via dal marmo, quasi pareva che la pietra fosse tela di ragno che avvolgeva la sua preda; sembravano gli uomini di pompei fotografati dal vesuvio, ognuna di quelle sembrava stesse lottando da secoli per liberarsi dalla prigione di pietra che il Maestro aveva cominciato a strappargli via dalla pelle. Poi per chissà quale motivo, una venatura del marmo, una martellata data male o solo perchè preso da un altro estro, le aveva lasciate così, immobili e bellissimi, come insetti nell'ambra. Ricordo che le incompiute mi piacquero più del David, con qella sua testona rilassata... mi sembravano più vive, come quegli occhi nerineri che cercavo di continuo.

Ecco, ogni tanto mi sembra di essere come Michelangelo che lascia a metà una statua che potrebbe essere un capolavoro. Poi me la guardo e me la riguardo per capire dov'è che ho sbagliato e intanto il tempo passa e un nuovo estro mi distrae. Son fatto così che ci posso fare?
Adesso la palpebra pesa, la pellicola sta per finire, almeno per stasera.
Buonanotte proiezionista.

Buonanotte.

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Kain

sabato, maggio 19, 2007

Me la sono presa comoda


Ne avevo proprio tanto bisogno. Avevo bisogno di staccare un po.
Ho preso un periodo sabbatico da me stesso, mi ero stancato di stare sempre ad analizzare, a spiluccare, a controllare ogni piega del mio Io e della mia vita.
una piccola fuga da me stesso, mi perdonerete per questo? Mi perdonerò?

I tanti cambiamenti di questi ultimi tempi mi hanno portato a riconsiderare alcuni parametri che regolavano la mia vita, primo tra tutti il lavoro.
Non è stata una scelta facile. Anzi, è stata troppo semplice, quasi obbligata a dir la verità, quasi senza scelta..... quasi. Insomma io per cinque anni ho scandito i miei ritmi lavorativi e vitali sulla precarietà, sul contratto che scade, sull'instabilità; soffrivo ma mi ci ero abituato, avevo preso le misure e innalzato le difese giuste. Trovarmi a firmare un pezzo di carta su cui c'è scritto TEMPO INDETERMINATO (tanto agognato), è stato destabilizzante.
Ci ho messo un mese a tarare di nuovo la mia vita, ragionare in tempi lunghi, lunghissimi, indeterminati appunto. Avevo quasi deciso di chiudere questo spazio per paura che, guardandomi dentro, non avrei riconosciuto più nulla. Invece il desiderio di scrivere è tornato lentamente, quindi si ricomincia anche perchè ci sono state un paio di persone che mi hanno "caldamente invitato" a riprendere. Grazie, mi serviva uno scossone.

ancora una volta... i'm back

(il dipinto in figura è "Lo Specchio" di Chagall)
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Kain

domenica, aprile 01, 2007

Treni #3



[...continua dal post precedente]

Probabilmente proviene dal fatto che per rimettersi in gioco ci vuole un po' di coraggio e tranquillità d'animo. Doti che, guarda caso, ultimamente sento mancanti. Eppure alla fine la scelta, per quanto difficile, è stata fatta, la decisione presa e le conseguenze accettate.
Tutta questa manfrina, 3 Post e tante riflessioni per prendere una decisione ovvia.... cambio lavoro con uno migliore.
Quando, dopo 3 colloqui in 2 settimane mi è stata fatta l'offerta finale e ho pensato "non è possibile, ma da dove vengono questi? Contratto a tempo Indeterminato, più soldi e discreta posizione di inserimento. Praticamente irrinunciabile". E infatti ho accettato ma con rammarico: Per i colleghi che lascio, validi e solidi amici; il "cliente" presso cui ero in servizio, che dopo 4 anni sentivo come fosse la mia azienda; tutti gli "utenti", o meglio le persone con cui ho condiviso questi anni di crescita professionale e tra cui ho trovato anche buoni amici.... e altro ancora; il progetto che ho contribuito a portare in alto a migliorare che in molti momenti ho sentito mio.
Provo anche tanta rabbia per la mia,o ormai ex azienda, in cui sarei rimasto se solo avessi avuto qualcosa in più. Vabbè affari loro, sanno chi hanno perso.

Insomma io questo colpo di fortuna non me lo aspettavo, sarà che dopo averlo cercato tanto quasi non ci credevo più. Chissà se sono ancora in grado di progettare, di guardare lontano. Spero che la mia mente non sia diventata miope, che tanti anni di precariato non mi abbiano ingabbiato la mente.

Adesso viene il bello, il treno sbuffa, fa un fischio e parte.
FIUUUUUUUUU FIUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU!!!!!
[Fine]

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Kain

lunedì, marzo 26, 2007

Treni #2



[...continua dal post precedente...]
E quando arriva, grosso e ingombrante, il tuo locomotore tutto sferragliante, sbuffante e ammiccante, te la fai addosso. Quell'affare gigantesco ricoperto di cromature luccicanti sembra dirti "e allora? mi aspettavi da tanto. Non sali? ti porto dove vuoi! Tanto non puoi proseguire con quelle scarpe rotte, sono Io quello che ti serve!"
E ti viene da rispondere che si, è vero, lo aspettavi ma che le tue scarpe non sono rotte, anzi ormai hanno preso la forma del piede; sono comode, anche se sai che non dureranno a lungo. Che sai già che salirai, altrimenti dovrai fare a botte col rimorso tutta la vita, ma la paura ti prende alla gola e ci vuole tutta la tua concentrazione per rimanere vigile. Poi c'è tutto quel vapore che non ti rende semplice la scelta, vedere più in la di quei gradini è impossibile ma senti una musica gradevole provenire all'interno. Ma allora da dove viene questo senso di profondo smarrimento?
[...continua..]


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Kain

giovedì, marzo 22, 2007

Treni



Ne ho visti passare tanti, alcuni da vicino e altri da molto lontano; di certi ho solo sentito il fischio in lontananza, altri ho dovuto schivarli all'ultimo istante con uno scatto.
Sono anni che ne aspetto uno con il mio nome sopra.....
[continua..]

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Kain

lunedì, marzo 05, 2007

Un' eclissi lunare, una tartaruga e un film irriverente


Un fine settimana denso e bellissimo.
Partendo dal sabato sera dedicato all'evento astronomico che ha riempito le pagine dei giornali. Da un punto di osservazione privilegiato (la sede dell'ESA a Frascati), abbiamo visto tutte le fasi dell'eclissi lunare, grazie anche ai telescopi messi a disposizione dal club astronomico e al tempo clemente. Un cielo terso si è aperto su di noi proprio pochi minuti prima della parte "interessante". Come sempre la natura ci ha offerto uno spettacolo suggestivo e qui sono disponibili alcuni scatti delle varie fasi, "googlando" un po in giro si trovano delle foto davvero suggestive.
Domenica mattina ho aperto gli occhi dopo un sonno profondo e riposante, e non sono stato l'unico. Arturo, la tartaruga che mio fratello ha regalato a mia madre, è uscita dal suo letargo invernale (un po' presto a dire il vero) e ha bussato di buon mattino alla finestra dei miei. Con l'occasione si è deciso fare una passeggiata verso il lido per "varare" il nuovo ospite nel giardino della casa al mare.
Distratto da un piccolo incidente occorso con il contatore saltato (e relativo frigorifero da svuotare) mi ha fatto passare di mente di fotografare l'evento.
La serata è passata all'insegna di qualche risata in compagnia di un film irriverente e completamente FOLLE!
Consiglio a tutti BORAT.
Un film sporco, cattivo e politicamente scorretto: esattamente quello che mi piace. Utilizza l'umorismo più gretto (sesso, cacca, deformità e ridicolo) per compiere un viaggio nella società americana scoprendone le ipocrisie con l'irriverenza con cui un ubriaco mostra le natiche ai passanti (qui trovate qualche notizia in più).

Per quanto riguarda me sono contento di come è andato questo weekend chè mi ha permesso di riposarmi e ricare un po' le batterie estremamente consumate dalle settimane di lavoro logoranti. Spero di farcela.

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sabato, marzo 03, 2007

In Salita



Ormai sono attestato su un post a settimana, ovviamente perchè non ho tempo.
Il lavoro sta diventando molto molto pesante e non ci sono più tempi morti. Quando arrivo a casa, la sera, provo a studiare un po'. Cerco di coltivare quel minimo di energie rimanenti per metterle a frutto, sperando che mi rimanga qualcosa. Oppure esco, mi piace stare fuori casa. Un po' perchè è diventata un lazzaretto, un po' perchè sono arrivato al limite di sopportazione e ogni minuto è lungo come un anno.

Ultimamente mi capita di tirare somme. Non sono mai stato bravo in matematica ma qui gli addendi si chiamaano Vita, Lavoro, Professioniolaità, Soddisfazione Personale etc etc... La mia percezione è di essere fermo-immobile-congelato. L'unica cosa che oscilla è il mio conto in banca (generalmente verso il basso). Insomma è un po come se stessi tirando un carro pesantissimo lungo una salita molto ripida e accidentata. Avanzo piano, qualche volta scivolo, mi riposo per alzarmi di nuovo e riprendere l'ascesa. L'unica cosa che mi da la forza di tirare ancora è la convinzione che la salita non è infinita. Che dopo che ci sarà discesa.

Ma quanto manca ancora.

(l'immagine è dell'incisore\illustratore da me adorato M.C. Escher. Qui trovate le altre sue opere.)
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Kain

mercoledì, febbraio 21, 2007

Doppio


Decisamente una bella contorsione dello spazio tempo. Non so esattamente quale sia la probabilità che un evento del genere si verifichi ma credo sia molto bassa, eppure succede, o meglio è successo proprio a me.
Oggi ho scoperto, anzi ho avuto la certezza, che esiste un altro con il mio nome, il mio cognome nato nella stessa città, nello stesso giorno dello stesso anno in cui sono nato io.

Decisamente un bel trip.

Fino ad oggi avevo avuto solo sospetti derivati dal fatto che il mio codice fiscale è cambiato. Stamattina ho avuto conferma della cosa e un pochino mi ha scosso. Come se avessi scoperto di avere un fratello gemello, o peggio un replicante, o una nemesi.
Uno che quando mostra un documento lo ha del tutto uguale al mio al di fuori della foto (?) e del numero di serie. Uno che quando si presenta a qualcuno dice il mio nome e il mio cognome; chissà che vita ha avuto, se ha vissuto pure lui tutti i miei casini o no. Lo so che non ha senso ma me lo immagino un po' come me, con una vita parallela. Con gli stessi pensieri ma in un luogo diverso, come fosse un doppio di me stesso in giro per il mondo, che si presenta dando le mie stesse generalità e automaticamente mi chiedo... E SE LO INCONTRO CHE SUCCEDE?

Poi mi è tornato in mente l'aggettivo ASIMMETRICO in cui tanto mi riconosco (vedi precedente post) e che alla luce di questa scoperta prende un significato particolare.
Inquietante a dir poco.

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Kain

martedì, febbraio 20, 2007

Vi faccio un sunto

Fine settimana a dir poco intenso.

Venerdì sera il divertente concerto di Caparezza (che io trovo divertente e stimolante) con inviti estesi a più persone che, purtroppo, non sono riuscite a venire. Peccato!

Sabato sera "dialettico". La cena allo Svedese è saltata per mancanza posti (mi dispiace ragazzi la riorganizziamo, magari per questo sabato) e poi ho avuto modo di capire per quale motivo è meglio discutere di persona e non al telefono.

Domenica (N.B. Bon Compleanno Kathrine) pomeriggio di ozio e serata fantastica al Tendastrisce per Buon Compleanno Faber che meriterebbe un post tutto suo ma proprio non ho il tempo. Solo una cosa, Volta la Carta e Un Giudice fatte in stile "prog" dalla PFM sono EPOCALI!!! Grazie Mille Vale per il fantastico regalo.

Il Lunedì è cominciato all'insegna del sonno arretrato. Non ho sentito la sveglia e mi sono alzato alle 07:10 perchè mi ha chiamato mia madre. Dieci minuti dopo correvo dietro al 90 per cercare di non arrivare tardi in ufficio, capirete il trauma. Non avrei corso così se avessi saputo che a lavoro mi aspettava una giornata modello "Apocalisse". Al ritorno a casa, in autobus (lo stesso 90 che avevo rincorso al mattino, ho riconosciuto i sedili dalle scritte) mi sono addormentato mentre leggevo, la testa appoggiata al finestrino e la palpebra piombata. Ho aperto gli occhi mentre il bus chiudeva le porte alla mia fermata e sono dovuto scendere a quella dopo e prenderne un altro.

Questa mattina sono riuscito a svegliarmi in orario e ad essere in ufficio per tempo. Mentre andavo a prendere il bus, però, ho visto una cosa che mi ha intristito molto. Vicino a casa (dietro al supermercato per chi conosce la zona), un gruppo di anziani del quartiere costruirono una cmpo di bocce. Non ricordo esattamente quando vidi il gruppetto di arzilli signori giocare la prima partita ma si parla di più di quindici anni fa. Fatto sta che l'anziana combriccola era evidentemente composta da persone attive, che avevano bisogno di un punto di aggregazione, intorno alla piccola pista per le bocce si iniziarono a vedere le prime panchine, poi una staccionata, poi alcuni tavolini e coperture. Il risultato finale è stato un gabbiotto di legno con una copertura e un recinto con siepe intorno alla pista da bocce. Un piccolo edificio insomma. Ricordo di aver visto una piccola insegna sulla porta con la scritta "Angolo di Paradiso", che chiarisce quale ruolo ricoprisse quel piccolo impegno quotidiano per quelle persone.
Purtroppo il loro Angolo di Paradiso è stato costruito in maniera del tutto abusiva e un paio di anni fa lo stabile è stato messo sotto sequestro. Questa mattina, e qui torniamo al mio moto di tristezza, ho visto gli operai del comune che lo abbattevano. La pala meccanica che si schiantava sul piccolo fabbricato di legno mi è parsa la perfetta raffigurazione del senso civico schiacciato dalla burocrazia. Intendiamoci il terreno era del comune e la baracca abusiva (ma affatto pericolante) quindi il piccolo circolo era nella totale illegalità; vista però la sostanziale mancanza di luoghi di aggregazione, spero che qualcuno si sia preoccupato di fornire un'alternativa a quelle persone.... ma ne dubito.

Questo è tutto!



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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

giovedì, febbraio 15, 2007

Come si fa?

Quando hai tante cose da dire, e tante ti hanno colpito ma non riesci a parlarne perchè ti manca il tempo, la possibilità o la forza.

Sto trascurando il blog non per scelta ma per impossibilità di scrivere quello che vorrei. Avrei voluto dire dell'ultimo libro che ho letto(Asimov) e di quello che ho cominciato da poco ma che già mi ha catturato (sulla raffinata pratica del cloudspotting); volevo raccontare degli ultimi film che ho visto (Miss Potter su tutti) e dei casini che mi stanno capitando a lavoro. Ho da settimane pronto in testa un post che ha come tema Il Tempo (che, guarda caso, mi sta molto a cuore), e anche uno di beatissimi fatti miei che mi va di condividere. E tanto altro ancora!

Insomma le idee e i contenuti ci sono, manca il tempo per realizzarli. E' da due mesi che preparo il restyling di questo blog con lo spostamento di alcune sezioni su pagine separate, giochetti con le foto e migliorie grafiche varie. Non ce la faccio, ho sempre tante cose da fare, perdite di tempo e problemi dell'ultimo minuto. Quando magari mi ritaglio un'ora sono stanco e mi riposo.

Lo so, questo post è molto poco Zen, molto distante dal mio "rimboccati le maniche e comincia" che ho adottato come motto. Solo che è frustrante.

Fine dello sfogo, chiedo scusa! Proverò a far uscire tutte queste cose appena la mia vita me lo permetterà. Nel frattempo una paginetta l'ho riempita :-)

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

mercoledì, febbraio 07, 2007

Qualche volta la gravità vince

Come quando sei in moto al semaforo, ha piovuto, quello davanti a te frena e tu fai lo stesso. Solo che lo fai su una pozza di acqua e fango e improvvisamente ti senti tirato giù, e vedi la tua adorata moto sfregiarsi sull'asfalto in una scivolata tanto innocua quanto dolorosa. Ti alzi, ad un rapido check risulti completamente illeso, corri verso "la Bimba" rendendoti conto che lei si è segnata. Nulla di grave per carità, ma sono stimmate per me.

Quando ti compri un mezzo a due ruote metti in conto che puoi cadere, che ogni tanto la partita con la forza di gravità la puoi perdere, c'è solo da sperare di poterlo raccontare.
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

martedì, febbraio 06, 2007

In punta di lingua



Eccolo, sta li sulla punta. Adesso esce eh! Non me la tengo proprio.
Sento che batte in testa, rimbalza da una tempia all'altra, poi un bungee dalle tonsille che arriva fino allo stomaco. Si allunga, si stira e si ritira e quando torna su è come un proiettile che mi sbatte al centro della fronte.

Sta li che vuole uscire ma adesso non si può. Non si può proprio.
Non lo so mica quanto reggo.

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

mercoledì, gennaio 24, 2007

Nella Tempesta



Riders on the storm
Riders on the storm
Into this house were born
Into this world were thrown
Like a dog without a bone
An actor out on loan
Riders on the storm

Theres a killer on the road
His brain is squirmin like a toad
Take a long holiday
Let your children play
If ya give this man a ride
Sweet memory will die
Killer on the road, yeah

Girl ya gotta love your man
Girl ya gotta love your man
Take him by the hand
Make him understand
The world on you depends
Our life will never end
Gotta love your man, yeah

(Riders on the storm - L.A Woman, 1971 - The Doors)


Mi manca la musica, ne ascolto troppo poca e troppo poca ne vedo nella mia vita. A volte dimentico come sia facile trovare note adatte ad ogni momento che vivo. Devo portare di nuovo armonia. Mi manca la musica.
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, gennaio 15, 2007

Le murene qualche volta fanno il sugo


C'era una volta una Murena triste e depressa. Passava tutte le giornate nella tana ad interrogarsi sul senso della vita. "Chi siamo? Dove andiamo? Perchè abbiamo pinne e branchie invece di un elica ed un motore? Ci sarà vita sopra il pelo dell'acqua?". Queste erano le domande che la giovane Murena in piena crisi esistenziale si poneva. La depressione avanzava di giorno in giorno, quando gli amici sottomarini passavano davanti alla sua tana cercavano di scuoterla un poco, "ma non puoi startene tutto il giorno rinchiusa in tana, esci fuori che c'è un mondo da vedere. Vieni con noi alla Scogliera by Night stasera che è pieno di bei pescioni muscolosi" "Ma dove vuoi che vada? stasera ho il morale sotto le pinne, e poi proprio non mi va di arrotolarmi con il primo che capita. Sto cercando di dare un senso alla mia vita" rispondeva triste .
Passarono così giorni e giorni in cui la Murena guardava la vita scorrere attraverso l'entrata della sua tana come fosse un brutto Reality Show. Le solite stelle marine che stanno ferme immobili, i granchi che passeggiano furtivi, qualche polipo che fa free climbing sulla parete della scogliera; insomma il piattume di tutti i giorni.

La corrente volle trascinare da quelle parti una vecchia Medusa Filosofa assorta nelle sue elucubrazioni. Passando davanti alla tana della nostra Murena il celenterato, di fronte ad un evidente caso di depressione, si sentì chiamata in causa e pensò che fosse il caso di esercitare un poco la sua dottrina.
"Giovane Murena - disse - cosa ti affligge? Cos'è che ti deprime?" "Non so cosa fare della mia vita - rispose il serpentoide - mi sembra tutto così inutle". "Pesciolino mio cce sta dici? - rispose la saggia Medusa dalle origini brindisine - non lo troverai di certo standotene chiusa li nella tua tana accogliente. Se non esci un poco farai la fine del Paguro che sta sempre a spolverare la sua conchiglia e non si accorge dell'acqua che gli scorre intorno. Poi finisce che viene usato come esca e non ha mai visto nemmeno l'altro lato dello scoglio. La vita va vissuta altrimenti - disse sorridendo - finisce per perdere di significato. Adesso me ne vado, ho un appuntamento importante. Devo andare a pizzicare i bagnanti delle spiagge di Rimini". Così dicendo l'urticante mollezza riprese il suo cammino guidato dalla corrente.

La Murena alle parole della Medusa fu illuminata, finalmente le parve chiaro quel che fino a poco prima offuscava la sua mente. Il tempo passato nelle sue elucubrazioni esistenziali le sembrò d'improvviso sprecato. Nuotò veloce furi dalla tana ridendo e volteggiando. "Finalmente ho capito! - urlò eurekando - Il senso ce l'ha solo se la vivi, alrimenti è perduta. questo è quello che devo fare, nuotare, cacciare, andare a ballare e vivere ogni secondo. Seguire tutte le correnti che mi andrà di seguire e chissà dove mi porteranno e quanti e quali oceani io vedrò, e quali grandi cose potrò fare".

Euforica e volteggiante la Murena se ne andò rinfrancata col desiderio di fare quante più esperienze possibili per dare un senso alla propria esistenza. Non deve stupire però che questa abbia trovato l'estremo compimento in un delizioso sughetto domenicale, servito ad allietare una tavolata di cinque amici che davano un senso alla loro esistenza bevendo, mangiando e raccontando storie di murene depresse.


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Amici miei scusate se ho provato a scimmiottare uno scrittore.
Questo post/racconto breve è il frutto di una settimana di prove e mi sembrava ingiusto non pubblicarlo. Decisamente lontano dall'essere carino è quello che sono riuscito a fare per omaggiare un pomeriggio delizioso passato con della gente altrettanto deliziosa.
Chiedo perdono umilmente....
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

sabato, gennaio 06, 2007

Kinin

Qualche volta faccio finta di niente.
Guardo la mia stanza incasinata e piena di roba che non so dove mettere e che finisce sempre con lo starmi in mezzo ai piedi. Scavalco la sedia inorridendo di fronte alla pila di libri sul mobile, accanto alla TV che accendo solo per vedere un DVD ogni tanto. La scrivania sembra sia stata riordinata con un paio di granate a frammentazione e ci trovo di tutto, scontrini, libri e cd coperti da un sottile strato di polvere.
Se apro l'armadio, piccolo a dire il vero, i vestiti sono ammucchiati, fortuna che non si vede.
Mio padre esce dalla stanza dopo aver passato un'oretta al PC - "mi sa che hai un po' di cose da sistemare li dentro" - mi dice. "Lo so", rispondo passando oltre con un bel sorriso stampato in faccia.

Qualche volta faccio finta di niente.
Una rimpatriata con degli ex colleghi può trasformarsi in un drago con cui fare i conti. Vite diverse messe a confronto dopo qualche anno di distanza rivelano tutto quello che non ho e buona parte di quello che vorrei. Non è invidia, non è nel mio carattere, è rabbia verso tutta la fatica che faccio; verso tutto quello che vorrei cambiare. Finisce che mi devo accontentare dei miei piccoli successi sognando di poter realizzare i Grandi Desideri.

Qualche volta faccio finta di niente.
A volte mi riesce proprio bene, altre meno. Il dubbio continua ad essere se, nonostante la totale consapevolezza dell'impossibilità di vittoria contro certi mostri della mia mente, io debba continuare a insistere nell'intento di traversare l'oceano sul mio guscio di noce; oppure rinunciare una volta per tutte, tirare i remi in barca e farmi trasportare dalla corrente confidando che qualcuno, magari un Dio a caso, si ricordi di dargli una bottarella nella giusta direzione.

Qualche volta invece ci faccio i conti con tutto questo. Conti che quasi mai tornano e mi tocca sempre arrotondare per difetto. Mi accorgo che per qualche ora mi diventa difficile tirar fuori un sorriso, una battuta; che i pensieri convogliano tutti in quel vortice incazzato e ribollente che è il mio piangermi addosso.
Non mi resta che aspettare che passi, aiutandomi con le piccole cose che mi salvano di solito: un giro in moto in una bella giornata, due chiacchiere con gli amici, un po' di musica. La parte difficile sta nel dare a tutto questo la giusta dimensione, bisogna dimostrarsi che l'enorme fatica che sembra si debba fare per dare una sistemata puntualmente si risolve in due orette di lavoro; che la convivenza a casa è anche possibile, e che sicuramente arriverà il momento in cui spiccherò il volo.
L'importante è "fare" e non starsene fermi a guardare il macello da affrontare.
L'importante è non rimanere indifferenti e farsi toccare da tutte queste emozioni perchè è l'unico modo per superarle e mettere le cose a posto.

Non si può stare fermi a guardare. Non si può.

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

giovedì, gennaio 04, 2007

Asimmetrico

Un'amica di mia madre, in occasione della festa per il mio compleanno, mi ha detto sorridendo "festeggi i 28 anni, che strano. Come sei asimmetrico".
Ecco l'aggettivo che da tempo cercavo per definire me stesso, la mia vita e il mio carattere. Io sono "asimmetrico" come un triangolo scaleno, perchè faccio le cose storte e a volte male o comunque quando meno te lo aspetti. Sono "asimmetrico" come uno scarabocchio su un foglietto perchè a volte prendo pieghe strane. Sono "asimmetrico" come un orologio con le lancette storte chè se lo guardi sai che sta andando ma non sai che ora sta segnando.
Mi sento "asimmetrico" torto e nodoso come un albero nato ventotto anni fa che ogni tanto tira fuori un ramo, una foglia o una radice; che qualche volta ne perde e qualche volta appassisce, ma sempre, dico sempre, cresce.Vengo su sbilenco per riempire in maniera del tutto incoerente gli spazi vitali che mi si formano attorno.
Sono asimmetrico come questo post che di 4 gennaio proprio non ti aspetti, ma tanto gli auguri già li ho fatti.

Mi sento così.
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain