martedì, agosto 21, 2007

Destroy The Matrix

Non sono io che rifiuto il sistema, è il sistema che rifiuta me. Non che questo mi generi insonnia perenne, intendiamoci, a lungo andare però crea una sequenza di rotture di palle da logorare la pazienza del più santo dei santoni.

Sto passando buona parte delle mie sudatissime e agognatissime ferie a ricucire gli strappi che il nostro Sistema Burocratico (di merda) mi ha creato tutt'intorno.
Quando avevo 17 anni pensavo che l'omologazione al Sistema fosse il più grande dei mali possibili. Credevo che vivere fuori dalle regloe significasse affermare la propria individualità come essere emotivo ed "esistente" in contrasto con il mondo degli "allineati".

Molto romantico, molto stupido.

Oggi, mio malgrado, scopro che essere fuori dalle regole (non per scelta ma per caso) è solo estraneità dalla società e non serve ad affermare proprio un cazzo.
Non voglio fare il "pessimista disilluso che sa com'è la vita", solo credo che l'essere estraneo alle regole sociali vada bene per gli asceti. Chiunque voglia vivere in una qualsiesi comunità ha bisogno di darsi regole per progredire e vivere serenamente.

Tutta questa mappazza filosofica da due soldi per dire che l'essere un'anomalia del sistema mi ha creato un mucchio di problemi che mai avrei pensato di dover affrontare. Ancora, a distanza di anni, ne pago lo scotto e non mi sento affatto più affermato come individuo. Se possibile più emarginato.

Fine dello sfogo. Fine dello sproloquio.


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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

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