martedì, dicembre 26, 2006

Buon Anno!!!

Lo so che sono in anticipo.
Però domani parto per Berlino dove passerò il Capodanno quindi non potrò fare gli auguri a tutti "personalmente". Dunque auguro a tutti voi uno splendido 2007. Spero che il nuovo giro intorno al sole di questo nostro pianetucolo sia il principio, o il seguito, di eventi bellissimi per tutti voi.
Mi piacerbbe che tutti coloro che amo, e vi assicuro non sono pochi, fossero felici, e che tutti quelli che non amo mi dessero la possibilità di amarli.
Per me stesso vorrei più costanza e volontà, per portare a temine i miei progetti e realizzare la mia felicità; vorrei la tranquillità emotiva e la salute fisica (a quella mentale ci ho rinunciato).

Alla di fine questo post buonista, scontato e banale vorrei abbracciarvi tutti, con affetto sincero...


P.S. Aspettando le foto di Berlino godetevi quelle della festicciola data per il mio compleanno (scusate il ritardo).
Auguri a tutti

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

mercoledì, dicembre 20, 2006

Come fai a drmire la notte?


Diciamo che c'è la possibilità di guadagnarci qualche cosa, diciamo anche che in mezzo ci sono un po' di soldi. Diciamo anche che c'è qualcosa nel meccanismo che proprio non ti piace, che ricevere questi soldi è facile ma comporta di accettare le regole del gioco. Facciamo conto che le regole che ti vogliono imporre prevedono di fare qualcosa che tu non faresti, niente di grave intendiamoci, ma che se la facessero a te ti farebbe incazzare a morte.
Poni il caso che anche rifiutare significherebbe scoprire le carte, e potrebbe avere conseguenze serie sulla tua vita di tutti i giorni. Queste persone sicuramente sarebbero condizionate da questa presa di posizione e molte cose cambierebbero.

Diciamo che se chiedessi un consiglio a qualcuno raccontando tutta la storia, dall'alto della sua esperienza, mi direbbe che nella vita certe cose succedono e che "tu devi pensare a te prima di tutto" e "in fondo per te ci sono solo vantaggi". Così mi direbbe la maggior parte della gente.

Ma allora perchè mi disturba tanto?
Perchè continuo a chiedermi se poi dormirò tranquillo la notte?

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, dicembre 18, 2006

Happy Birthday Mr. President

Mi scuso per il ritardo con cui arriva questo post di ringraziamenti ma il natale incombe anche per me ed è rimasto poco tempo a disposizione per fare tutto.

Grazie a tutti quelli che sono venuti, mi avete fatto felice. Grazie a quelli che non sono riusciti a venire, vi sentivo presenti lo stesso.
Chi mi conosce a fondo sa che non sono solito festeggiare il mio copleanno. Lo vivo spesso come un giorno qualsiesi senza dargli tanto peso. Quest'anno è un po' diverso.

Sono accadute tante cose che hanno coinvolto la mia sfera intima e che mi hanno costretto a cambiare il mio "punto di vista" su molti argomenti. E' stato tra gli anni più difficili della mia breve esistenza e se sono qui a parlarne con serenità è stato anche grazie ai miei genitori, ai fratelli, agli amici e a tutte quelle persone che mi sono state vicino. A volte inconsapevolmente mi avete permesso di "scollinare" e reso la vita un poco più felice.

Sono contento che la festicciola sia andata bene(mi sembra)e spero che siate stati bene. Non potendo festeggiare alla hobbit maniera, facendo cioè un regalo ad ognuno di voi, ho preferito la formula che avete visto. L'atmosfera mi pareva dolce e rilassata, i beveraggi e gli stuzzichini gradevoli e la compagnia ottima.
Spero che sia stato così anche per voi, lo spero tanto.

Grazie a tutti, di cuore.

P.S. A presto qualche foto.
P.P.S. Ricordo che, se qualcuno fosse interessato, oggi dalle 18:30 fino a tarda serata, c'è linnaugurazione ufficiale del La Sol Fa. Fate un salto se volete.
P.P.P.S Il titolo del Post deriva dal fatto che ho avuto tutto venerdì la canzoncina cantata da Marylin in testa. Manie di grandezza? Chissa!

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

mercoledì, dicembre 06, 2006

Rispondo con un post

Perchè aggiungere un commento lungo lungo ad un post minimalista come il precedente non avrebbe senso e sarebbe una caduta di stile.

Grazie a tutti quelli che hanno postato, mandato messaggi e telefonato per farmi gli auguri. Siete stati tutti molto carini e vi voglio bene, scusatemi se non ho risposto a tutti personalmente ma mi sarebbe costato un occhio.

A quelli che gli auguri non me li hanno ancora fatti dico solo: siete ancora in tempo! io non mi offendo se mi arrivano in ritardo :-)

e adesso un po' di risposte ai vostri commenti:

1) Mi piacciono le cose tonde, le rotondità. Tu lo sai. Grazie.
2) Grazie per la torta sorellina... quella vera deve aspettare qualche giorno :-)
3) Quasi trenta una fava. Sono 28 e a 30 ne mancano 2 (se ho fatto bene i conti). Grazie Gubba
4)Teo, grazie mille per il commento più scasinato e caciarone, ho capito che eri tu solo all fine. Ti amo anche io, lo sai.
5) Thaks for the ton of kisses. Smak.
6) Grazie Claudia, io spero di rivederti presto che è passato proprio tanto dall'ultima volta.
7) Il Profilo l'ho aggiornato. P.S. pifra è un bastardo ma tu sei peggio.
8) Oddio non ho capito se mi hai legato a una cosa bella (la macchina nuova) o brutta (le rate). In ogni modo il giro sulla mia Bimba ce l'hai assicurato.

Un po' di commenti OutPost.

1) Pifra, sei stato il primo. Sei sempre il primo :-)
2) The Sim. Si, sei una bestia. Mi hai chiamato per parlare di la voro e non mi hai fatto gli auguri. Però ti voglio bene lo stesso.
3) Grazie a Vale per la serata e per i Regali. (la scatola sta benone, tranquilla)
4) Thanks Maya. I hope you will come soon again.
5) Grazie a Valentina per Le Sue Parole.....
6) grazie a Raffa per il primo regalo della giornata
7) Grazie ai miei Fratelli per la presenza
8) Grazie a Papà per la torta di ieri sera
9) Grazie a Mamma anche se è delicata come un Caterpillar guidato da un ubriaco.

Vi voglio bene. Quelli che ho dimenticato non se la prendano. Ho 28 anni. Sono Vecchio :-)

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

martedì, dicembre 05, 2006

28

martedì, novembre 21, 2006

Tu la conosci Roma?

Data la mia condizione di lavoratore precario mi capita di rispondere ad annunci di lavoro on line. Per la precisione la maggior parte degli annunci mi arrivano da due siti molto famosi e di certa affidabilità (Monster.it e InfoJobs).

La scorsa settimana vengo "arrouolato" per una selezione da parte di una certa PincoPallo S.R.L., una breve ricerca su San Google non produce risultati interessanti a parte un sito in manutenzione e un'azienda di luminarie di Milano. Mi dico che magari l'azienda è piccola e il sito non ce l'hanno.
Dopo un giro di email ci accordiamo per il colloquio per il giorno 20/09 alle 17:00
In Via Del Fosso della Magliana 9.
Non sono molto pratico di quella zona e ho solo una vaga nozione di dove si trovi.
Consulto Google Maps (si lo so, ormai sono fidelizzato) e scelgo la strada da fare. Devo andare in motorino.

Si trova parecchio fuori mano ma hanno scritto che "il suo CV corrisponde alle caratteristiche richieste", quindi vale la pena provare. Prendo 2 ore di permesso dal lavoro, arrivo alla Circonvallazione Gianicolense per prendere il motorino di mio fratello, partito per gli States, e mi avvio verso la Magliana.

Dopo un paio di svolte sbagliate e un po' di disorientamento arrivo a Via del Fosso Della Magliana nella più completa desolazione.
Tralasciando il fatto che il civico 9 non esiste, trovo solo capannoni industriali e cancelli chiusi con i catenacci.
Devo dire che un po' di inquietudine mi sale, aumentata dall'inseguimento tra una macchina della polizia e un'alfaromeo sgarrupata di cui mi sono trovato osservatore basito.
Ritornando a casa passo per Via del Trullo e Via Portuense. Insomma faccio un bel giro per la periferia romana e mi passa davanti agli occhi tanta umanità, tanti colori e purtroppo anche tanto degrado.

Una volta a casa faccio un giro su Internet e scopro che quella è un parco naturale protetto

Quando qualcuno mi chiede "di dove sei?" io rispondo orgoglioso "di Roma" ma spesso mi accorgo di non conoscere a fondo la mia città che è così vasta e multiforme da poter essere considerata praticamente un mondo a parte.

E voi la conoscete Roma?

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

mercoledì, novembre 15, 2006

Vortici Inclinati


Se c'è una cosa che mi fa perdere il controllo è perdere il controllo.
Una spirale senza fine, un paradosso escheriano, un serpente senza testa e senza coda, o con testa e coda uguali.
Accade piano piano, una leggera inclinazione dell'asse emozionale, già in equilibrio precario, che si aggiunge ad un'altra, poi un'altra. Comincia leggero e mi dico "adesso mi fermo, torno saldo. Puntello i miei sani principi, le solide convinzioni e i postulati esistenziali e mi fermo. Torno in equilibrio". Invece l'oscillazione aumenta. Un soffio di vento, una leggera spintarella, un piede mal messo, tutto contribuisce anche minimamente. Mi sembra di stare sull'altalena spinta da un bambino sadico che mi rassicura - "non preoccuparti! adesso ti fermo" - dice, e intanto spinge un po' di più. E tutto gira in un vortice confuso sempre più inclinato verso terra facendo schizzare via Ira e Confusione come Acqua Sporca da uno straccio strizzato.
Sale e scende ancora. E inizio a vedere male le cose intorno; i profili dei palazzi e delle persone non sono più nitidi. Mi sembra di scorgere fatti, volti, situazioni, ma li vedo come un film mandato avanti veloce.

-Fast Forward-

E veloce vado quando avrei bisogno di fermarmi.

Ora ci provo, respiro a fondo. La mente fissa sul Manipura Chakra e immagino l'odore d'incenso forte.

Il vortice dovrà fermarsi, io lo posso controllare. Lo so!

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

mercoledì, novembre 08, 2006

Brame

Corpi belli di morti, che vecchiezza non colse;
Li chiusero, con lcrime, in mausolei preziosi,
con gelsomini ai piedi e al capo rose.
Tali sono le brame che trascorsero
inadempiute, senza voluttuose
notti, senza mattini luminosi.


(Kostantinos Kavafis)


A volte incontro parole che vorrei aver scritto io, perchè sembrano uscite dalla mia pelle. Sono giorni che a questo penso (vedi l'ultimo post). Pensieri che adesso hanno la forma migliore.

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

martedì, novembre 07, 2006

Ci sono canzoni che mi emozionano

Questa è una di quelle

L'autostrada
(Album: Unò Duè)

La casa era giusto al confine tra il vento e la sete
un posto abitato da fate
e da poche altre forme di vita ugualmente concrete
vicino all'incrocio di un paio di strade sterrate
che senza motivo apparente si incontrano
e poi, disperate, ripartono
tristi, così come sono arrivate
comunque a qualcuno una volta saranno piaciute
se poi sono state abitate
qualcuno che fermo all'incrocio pensò
"aspettiamo che arrivi l'estate"
l'estate da noi non è mica un periodo felice
che il caldo ti toglie la pace
la polvere copre ogni cosa
e ti spezza la voce, l'odore di verze marcite

La gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari saluta, ma sempre prosegue veloce

Se almeno si vedesse l'autostrada
ci porterebbe senz'altro via di qua
oppure proseguire ovunque vada
meglio
meglio che qua

La chiesa era uguale alle case, ma aveva una croce
e forse un po' più di vernice
ed un'unica luce fornita da fiaccole appese
imbevute di pece
fu lì che la vidi, a braccetto col prete
era il 5 di aprile
e tirava una brezza che dava un colore alla quiete
e profumo di pane alle olive
lei pure mi vide
e forse sorrise
non sono sicuro, ma forse davvero sorrise
perché all'improvviso fu molto più forte l'odore del pane alle olive

La gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride, ma sempre prosegue veloce

Se almeno si vedesse l'autostrada
ci porterebbe senz'altro via di qua
oppure proseguire ovunque vada
meglio
meglio che qua

A volte succede qualcosa di dolce e fatale
come svegliarsi e trovare la neve
o come quel giorno che lei mi sorrise
ma senza voltarsi e fuggire
vederla venirmi vicino fu quasi morire
trovare per caso il destino
e non sapere che dire
ma invece fu lei a parlare:
"mi piace guardare la faccia nascosta del sole
vedere che in fondo si muove
dormire distesa su un letto di viole" mi disse
"e a te cosa piace?"
"mi piace sentire la forza di un'ala che si apre
volare lontano
sentirmi rapace, capace di dirti ti amo
aspettiamola insieme l'estate"
e intanto volevo sparire
pensando alle cose che avevo da offrire:
l'incrocio
la casa
la chiesa
la croce
l'incrocio
la casa
la chiesa
la croce
ed in più lo spettacolo atroce di tutta...
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride, ma sempre prosegue veloce
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride, ma sempre prosegue veloce

La gente che passa ci guarda
ci osserva e prosegue veloce


Testo e musica: Daniele Silvestri
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

sabato, novembre 04, 2006

Io posso.... Io Voglio

Oggi ho fatto una scelta. Ho scelto liberamente e autonomamente di realizzare un sogno, di dare sfogo ad un desiderio. Ho Preso una decisione importante per me e per la mia vita, quella di spendere il frutto di sudore e sacrifici per dare forma ad un desiderio che ho fin da quando sono bambino.
E' normale che io cerchi l'approvazione della mia famiglia, delle persone che mi sono vicino, anche se non c'è sempre stata io ho scelto di andare avanti.
Ho deciso che la mia scelta era giusta e andava fatta.

Avevo paura che tutto questo "Remare Contro" mi avrebbe fatto dubitare, invece mentre ero li a firmare carte ero convinto e molto contento. La frase in testa risuonava forte: "Io Voglio, Io Posso".
E così, alla fine di una serie di autografi sono diventato il propietario di una

SUZUKI GSF 650 K6 - BANDIT



Chi vuole giore con me è il benvenuto. Chi vuole criticare la mia scelta risparmi il fiato chè tanto ci hanno già pensato i miei a mettermi di fronte tutti i problemi che avere una moto comporta. Inutilmente per altro, l'unica cosa che riesco a pensare è "HO LA MOTO".

E ne sono felice.

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain a 2Ruote

mercoledì, ottobre 25, 2006

Sereno Crescente

In questi giorni mi sento particolarmente sereno ed equilibrato.
Riesco ad affrontare con il giusto piglio e calma serafica tutto ciò che mi si pone davanti. Sento basi solide e radici profonde sotto i piedi anche se, in realtà, sotto ogni aspetto la mia vita è in divenire; è acqua che scorre veloce in mille direzioni ma adesso, dopo tanto tempo, mi sembra di riuscire a intravedere la direzione presa da più rami del delta. La foce è ancora parecchio lontana ma non mi spaventa affatto. A volte mi chiedo cosa mi stia succdendo, sono cambiato tantissimo dall'inizio dell'anno sia esteriormente che internamente.
Che stia mettendo giudizio? Che stia crescendo veramente? Speriamo di no

Ho bisogno di meditare su questo....


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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

mercoledì, ottobre 18, 2006

Love, After All

(...continua dal post precedente)

E così capita che stai a casa senza fare niente per un bel po' di tempo. Che sei talmente impigrito dalla malattia che ti scordi di fare tutte le cose più importanti dedicando il tempo a quelle più inutili. Ma va bene anche così.

Quello che mi rimane di questa faccenda, oltre al taglio di 7/8 Cm che ho nella pancia, sono le manifestazioni di affetto delle persone che ho intorno. Quelle degli amici, dei colleghi, dei familiari, delle persone care. Tanti si sono preoccupati per me e per la mia salute e questo, non lo nego, mi ha fatto piacere. Mi ha fatto sentire sempre "abbracciato", in un momento particolarmente difficile da sollievo.
Mi è rimasta anche una diversa comprensione del mio corpo; come ho già detto adesso so di avere anche un "dentro" da accudire e da preservare.

Quello che ho perso, invece, è sicuramente un'appendice infetta di 12 Cm "grossa come un gatto", come ha detto mio fratello. Ho perso un po' di sicurezza in me stesso; io che mi credevo invulnerabile, che mi sono ripetuto per anni che "dovevo" essere forte e stare in salute per sopportare meglio il peso di chi stava male". Io che mi sono sempre caricato sulle spalle la sofferenza altrui sentendomela sotto la pelle, convinto di essere un parafulmine per il dolore, un catalizzatore di ferite.
Mi sono trovato improvvisamente in un letto di ospedale, sofferente, causa di sofferenza per chi mi è stato vicino.
Diciamo che ho scontato la pena per la presunzione...

Ieri sono tornato a lavoro, molta gente mi ha manifestato affetto, colleghi, persone con cui lavoro da tre anni almeno ma con cui non ho molto di più che un rapporto lavorativo. Vedere tanta preoccupazione e tanto affetto dimostrato così calorosamente mi lascia una leggera sensazione di conforto, e un sorriso di gratitudine e riconoscenza sgorga sincero.


Grazie a tutti....
(fine)
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

mercoledì, ottobre 04, 2006

Deep Cut, Deep Hurt

(...continua dal post precedente)

Insomma ti addormenti e, come se niente fosse, ti svegli con un taglio sulla pancia nemmeno fossimo in un film di cappa e spada.
Rincoglionito come dopo una centrifuga alla velocità della luce e con dentro tanta robaccia da farti internare per mesi a S.Patrignano. Così mi son sentito appena sveglio, qualche faccia amica e poi di nuovo sonno, profondo e pesante.
Quando ho aperto gli occhi quasi lucido erano le 5:10 del mattino. Azzardo un controllo tattile li dove sento che c'è qualcosa di diverso ma non mi spingo più in la del perimetro del cerotto. Poi capisco che ho una specie di bottiglietta attacata ad uno dei tubi che mi finiscono nel braccio, l'ho già vista e so cos'è. Leggo l'etichetta -Toradol e Morfina-, adesso capisco perchè non ho dolore. Grazie Fratè.... Poi di nuovo sonno, un po' diverso stavolta.

Mi tornano in mente alcune nozioni di cultura giapponese. Harakiri, il suicidio rituale dei Samurai, significa tagliarsi il ventre (Hara). I Samurai si uccidevano squarciandosi da soli il ventre perchè credevano che fosse il punto in cui risiedono le forze vitali, lo spirito di un uomo.
Quest'operazione mi ha ricordato alcune cose che alla mia età tendono a sfuggire:

1. Non sono invulnerabile. L'uomo è carne e la carne tende alla marcescenza. Bisogna averne cura. Sono anni che non prendo più nemmeno un raffreddore, io questo me l'ero dimenticato.

2. "Sono" (nel senso che esisto) fisicamente sia fuori che dentro. Io da un po' di tempo vedevo solo il fuori, cosa che porta a trascurare il dentro.

3. Essere convinti di alcune cose, avere un credo, nel momento del bisgno aiuta un casino. Vi spacco le balle con lo Zen da tanti anni, per la prima volta nella mia vita "credere" in alcuni principi è servito a darmi forza, coraggio e tranquillità. Altrimenti, lo ammetto sinceramente, al Pronto Soccorso me la sarei fatta addosso dalla paura.

4. La Merda ha un valore esistenziale, qualitativo ed emotivo. C'è differenza tra farla o no; Farne troppo poca o troppa non è come farne il giusto. Il non riuscire a farla può sconfortare da morire, soprattutto se ti tiene un giorno in più in ospedale.

Mi pare ovvio che di tutti questi Principi Ritrovati l'unico che ricorderò sempre sarà l'ultimo, gli altri verranno offuscati dal tempo e dalla buona salute.

(continua...)
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

domenica, ottobre 01, 2006

Waiting for The Ripper

In tre giorni ti cambia la percezione di ogni cosa.
Molti di voi sanno della mia profonda idiosincrasia per gli ospedali, lunedì scorso non avrei mai detto che ci avrei passato una settimana, sarei stato operato e una parte di me (ormai inutile, infiammata e purulenta da come mi dicono) sarebbe stata asportata dalla mia pancia.
Domenica sera ho avuto le prime avvisaglie di quella che poi sarebbed iventata una classica, dolorosa e per certi versi banalissima appendicite.
Già martedì avevo capito che il dolore alla pancia non era quello dato da un'abbondante mangiata (che non c'era stata) o da un'intossicazione. Qualcosa di più profondo. Io odio i medici e gli ospedali. Mio fratello è medico.
Questo non vuol dire, ovviamente che lo odio, ma odio quel suo modo di guardarmi e di toccarmi quando gli dico che mi sento male. Esattamente il modo in cui mi ha toccato la parte dolente mercoledì mattina. "se il dolore continua ti vengo a prendere a lavoro e andiamo in ospedale per delle analisi" mi ha detto. Il dolore non è passato e lui mi è venuto a prendere e mi ha portato in ospedale dal quale sono uscito questa mattina con qualche etto in meno.
Lo devo ringraziare, conoscendomi non sarei andato a farmi vedere e una banalissima appendicite avrebbe potuto trasformarsi in un dramma.

Quando sono arrivati i risultati delle analisi, li al pronto soccorso, e mi ha detto che avrei dovuto operararmi ho vacilato. Lo Zen è servito a qualcosa finalmente...
Respirazione, calma, concentrazione.....

Poi è iniziata l'attesa dell'operazione. Da qui i ricordi si fanno un po' vaghi e si accavallano. Paure, persone care, ansie. L'ultima cosa che ricordo è l'anestestista che spinge il culo di una siringa dentro la mia vena poi....... Buio.

(continua.....)
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

venerdì, settembre 15, 2006

Quanto dura un minuto?


La risposta tecnica è 60 secondi, per i più tecnici c'è anche la definizione esatta di secondo ma è troppo lunga e, appunto, tecnica.
In realtà chi ha studiato un po' di fisica sa che non è proprio così, la massa di un corpo deforma il tempo, o meglio lo spazio tempo, anche questa è troppo tecnica e non mi interessa.

La domanda esatta è: quanto dura un minuto PER ME?
La risposta ovviamente è: Dipende!

Da quando sono tornato dalle ferie i miei minuti durano pochissimo, passano veloci e non faccio in tempo ad osservarli. Vedo settimane scorrere davanti ai miei occhi avendo la sensazione di non averle vissute.
E' un problema di molti, lo so, però in questo momento mi pesa. Vorrei tirare il freno, assaporare un po' di più quel che vedo e che faccio, stare con le persone che mi vogliono bene. Insomma vorrei vivere un po' di più.
Ora, sapendo che la percezione del tempo è relativa e dipende solamente da noi stessi la domanda diventa: Quanto può durare un minuto?

Se mi metto d'impegno forse un po' riesco ad allungarlo.
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

giovedì, settembre 07, 2006

It's a long long way



Location: Via Cristoforo Colombo, Incrocio Via Grotta Perfetta - Roma -
Fermata del 714 - 20:30 di mercoledì sera

Setting: Tornando a casa dopo un colloquio di lavoro

Thoughts:
Le macchine corrono veloci, luci del crepuscolo romano. Mi sembro una battona fermo qui sotto la pensilina con l'autobus che non passa e io che sto 20km/1,5H da casa. Sono stanco, anche oggi la giornata è stata pesante. Il colloquio non so dire com'è andato, è durato troppo poco. Tre domande a raffica, tre risposte e niente più. Poche informazioni, troppo poche per tirare delle conclusioni.

Vabbè prima o poi qualcosa si muove, ne sono certo. L'importante è continuare ad insistere, perseverare.

Ormai è un po' di tempo che cerco ma ancora non ho trovato nulla di serio, quando ho lasciato l'università sapevo che prima o poi avrei fatto i conti con il tempo perso e con il mio fottuto curriulum di due paginette scrause. Lo sapevo eccome, ma mi sono detto che sarei stato abbastanza bravo da riuscire a costruire qualcosa lo stesso. E adesso eccomi qui sulla Colombo, come una puttana, dopo essere venuto ad offrire i miei "servizi" a un altro cliente schizzinoso; a vendere quel poco che ho da vendere a qualcuno che di gente come me ne vede centinaia.
Che impressione avrò fatto? In fondo un lavoro ce l'ho già, qualcosa devo valere. E' importante questo per fare una buona impressione. Peccato quel filo di balbuzie che mi esce sempre fuori in queste occasioni, come all'interrogazione a scuola.

L'importante è continuare ad insistere, perseverare.

Se poi qui non va ci saranno altre occasioni, in fondo le pretese che accampo a me stesso sono piccole. Andare via di casa (mi do tempo altri 2 anni, AL MASSIMO), avere qualcosa per vivere dignitosamente, cercare di trarre soddisfazione da quello che faccio. Ce la posso fare cazzo, mica è impossibile. Questa è la vita di tutti, ci passano tutti prima o poi, è così che va e che deve andare!

L'importante è continuare ad insistere, perseverare.

Il mio problema è che non ho la meta fissa in mente, no la visualizzo. Come quando gioco a scacchi che riesco a calcolare al massimo le 4 o 5 mosse successive. Poi mi perdo e divago e mi anestetizzo. L'obiettivo me lo scordo e perdo tempo, quando ci torno sopra devo ricominciare da due passi prima.
Eppure qualcosa credo di valere, almeno sul lavoro. O almeno così mi dicono e così mi sento a volte. Mi piace crederlo, è una delle poche cose che mi riesce bene bisogna solo che riesco a spiegarlo ai colloqui.

L'importante è continuare ad insistere, perseverare.

Ecco il 714, era ora! ed è pure vuoto. Meno male che nessuno ha provato a caricarmi, sarebbe stato il colpo di grazia a questa giornata. Speriamo di essere a casa per un'ora umana chè la strada è lunga. Molto lunga.
Molto Lunga

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

sabato, settembre 02, 2006

Ma che occhiali hai?

Me lo chiedo ogni tanto. Che occhiali porto? Che filtro metto davanti ai miei occhi quando guardo il mondo. Dipende, ovvio! Ma non porto mai gli occhiali di piombo per i cechi e nemmeno quelli da sole troppo scuri, non è nel mio stile. I miei spesso sono di un leggero azzurro sfumato attraverso i quali tutto sembra tutto un po' etereo, senza dettagli. I contorni li perdo e mi concentro sulle forme che si intersecano e interagiscono. Mi perdo i particolari, vero, ma non la sostanza. Soprattutto non perdo cosa provo quando osservo.....

A volte me li levo, per un breve periodo e tutto torna nitido. Ma l'enorme confusione della realtà disturba. Ci vuole un filtro davanti, una protezione. Tutto sta a scegliere quella giusta per se e a saperla cambiare all'occorrenza.

Change Your Poin of View.

Me lo ripeto in continuazione per non rischiare di abituarmi al filtro e finire col pensare che tutto sia, effettivamente, sfumato di azzurro.
O per non abituare gli occhi al nero degli occhiali scuri, cambiare il microscopio col binocolo ecc...

Che occhiali porti oggi?


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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

venerdì, agosto 25, 2006

Da quando sono tornato ho avuto un po' da fare, per questo ho trascurato il Blog.
In realtà di cose da scrivere ne avrei parecchie: sulle vacanze, sul rientro, su tutti i casini che mi sono successi, sulle persone che ho trovato e sulle cose che ho perso; su tutte le vicende che in un mese e più mi hanno fatto gioire, sognare, arrabbiare e intristire.
Il fatto è che non ne ho voglia. Tutte queste cose me le voglio tenere per me. Le voglio sentire sulla mia pelle ancora per un po' prima di lasciarle andare e affidare le riflessioni a questo blog o a una chiacchierata.
Proprio questa mattina mentre venivo a lavoro pensavo a questo e mi sono tornate in mente le parole di questa canzone che da quando ho 15 anni ricopro di vari significati e significanti senza mai capirla a fondo. Periodicamente torna ad occuparmi la mente e io ci vedo sempre qualcosa che non vedevo prima.

Comunque, se interessa a qualcuno, per molti versi questo è veramente un bel periodo per me. E niente altro importa.



Nothing else matters (Metallica)

So close no matter how far
Couldnt be much more from the heart
Forever trusting who we are
And nothing else matters

Never opened myself this way
Life is ours, we live it our way
All these words I dont just say
And nothing else matters

Trust I seek and I find in you
Every day for us something new
Open mind for a different view
And nothing else matters

Never cared for what they do
Never cared for what they know
But I know

So close no matter how far
Couldnt be much more from the heart
Forever trusting who we are
And nothing else matters

Never cared for what they do
Never cared for what they know
But I know

Never opened myself this way
Life is ours, we live it our way
All these words I dont just say
And nothing else matters

Trust I seek and I find in you
Every day for us something new
Open mind for a different view
And nothing else matters

Never cared for what they say
Never cared for games they play
Never cared for what they do
Never cared for what they know
And I know

So close no matter how far
Couldnt be much more from the heart
Forever trusting who we are
No nothing else matters

--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

mercoledì, agosto 16, 2006

Sono Tornato!!!

Le ferie sono finite e il cervello torna a lavorare ai normali regimi, con tutte le limitazioni del caso. Credo che la pausa abbia portato i suoi frutti almeno per quanto riguarda la freschezza mentale con cui affrontare la vita quotidiana, come avrete capito avevo bisogno di una pausa.
Torno dalla Grecia con una bella sensazione di aver fatto una cosa che da tanto desideravo, una vacanza con i miei compagnucci di scuola.
Bella esperienza, a presto le foto ad uso e consumo di chi c'era e di chi è curioso di vedere che facce avevamo noi 3 Colossi di Rodi!!!

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, luglio 24, 2006

Assente!!!

Non si può mettere la segreteria al cervello, questo lo so.
Però vorrei tanto a volte. Quando ci sono un po' di cose o di persone che richiamano la mia attenzione e io non voglio rispondere per dedicarmi agli affari miei. vorrei dire:

"La mia coscienza è momentaneamente assente, siete pregati di lasciare un post-it attaccato al cervelletto e vi assicuro che prima o poi lo leggo.
Per i rimorsi: passate più tardi muniti di apposita richiesta di senso di colpa in triplice copia.
Per i rimpianti: Le vostre comunicazioni verranno cancellate d'ufficio.
Per le cose da fare: C'è ancora tempo, vero? Se non c'è risolveremo in qualche modo, tanto ormai siamo in ritardo.
Per tutti gli altri: Abbiate un po' di pazienza, il cervello è in manutenzione. I tempi del ripristino non sono stati forniti.

Grazie

P.S. La pazienza è la virtù dei forti, l'indolenza è la colpa dei deboli.

Saluti"

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

venerdì, luglio 14, 2006

Aghi


Aghi piantati nella testa che a volte affondano e a volte no.
Punture di insetto fastidiose e pruriginanti che a grattarle ci si fa più male.
Non c'è Autan per i pensieri infilati sotto pelle, ne citronella che li scacci via.
Stanno comodi nei loro rigonfiamenti pronti a ricordarti che esistono ogni volta che ci passi sopra la mano, e con la punta dell'unghia li stuzzichi per vedere se è passato il dolore, per accorgerti che l'avevi soltanto dimenticato per un po'.
Ti eri distratto ma tutto è ancora intatto o quasi e non ti resta che aspettare ancora che il prurito passi. Resistere alla voglia di grattarsi, di estirpare alla radice quel fastidio che non ti fa pensare ad altro.

Aghi piantati nella testa anestetizzano i centri nervosi e ti fanno muovere come un burattino. Agopuntura taumaturgica per la guarigione dell'anima, stimola i meridiani della coscienza e ti fa crescere ed elevare.
Stimola i Chakra, si sveglia Kundalini punta dagli spilli del vecchio saggio. Quando il medico ha finito toglie gli aghi, si inchina, chiede la parcella e ti saluta. Il pagamento è "in natura". Lo fai con la pelle morbida che sostituisci con una scorza dura.
Più in fondo dovranno andare, la prossima volta, gli aghi per la cura.

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, luglio 10, 2006

CAMPIONI DEL MONDO

sabato, luglio 08, 2006

Parliamo di calcio

Non capita spesso, anzi mai, che io parli di calcio in queste pagine. I motivi sono tanti e sarebbe lungo spiegarli tutti.
Questa volta è diverso, siamo alla finale dei mondiali! All'inizio della competizione spervao che la nazionale uscisse in fretta, senza troppi clamori, senza troppe chiacchiere. Le giustificazioni c'erano tutte e avevo paura che una buona prestazione potesse portare ad una "amnistia" per i mafiosi che hanno governato il calcio italiano e sono ora sotto processo.
Il problema è che siamo arrivati in finale, e la giochiamo contro la Francia. Già nella partita con la Germania la vittoria ha preso un buon gusto di rivalsa nei confronti di quegli atteggiamenti sbruffoni e superiori che i tedeschi hanno nei nostri confronti (se parliamo di calcio) pur non avendo MAI vinto contro di noi nelle grandi competizioni.
Lo stesso vale per la Francia (a sentirli sembrano sicuri di vincere) con la variante che, in campo calcistico, i galletti sono per noi ciò che noi siamo per la Germania.

Adesso due considerazioni: Siamo in finale, le finali vanno vinte. Ci sei arrivato, hai faticato, sudato ecc. E' il premio a tanto sforzo soprattutto se le giochi contro chi ti ha fatto sempre soffrire.

Secondo, poche cose sono più belle che sentire una nazione intera che esulta e gioisce tutta insieme con un unico urlo. E in questo paese c'è tanta voglia di gridare, urlare quelle fantastiche parole.

TUTTI A CIRCO MASSIMO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

martedì, luglio 04, 2006

Elogio alle Due Ruote

Mio fratello parte per Parigi e mi ha prestato il suo motorino.
Quanto mi mancava!!!! La sensazione di libertà che ho scorrendo agile tra le strade di una città che ha già la testa alle ferie. Scivoli dolce sui nastri d'asfalto ancora non troppo roventi al mattino, aria in petto e in faccia, lenti scure per i riflessi delle finestre della Roma pigra e svogliata di inizio Luglio.
Al semaforo mi guardo intorno: turiste in abiti bianchi si guardano intorno, aiuole che godono dello spruzzo dell'innaffiatoio, impiegati ancora allegri che entrano in un bar ridendo. Mi piace girare Roma in moto, sentire la vita che mi scorre intorno e l'aria fresca che mi viene addosso carezzandomi sotto la camicia. Un piacere quasi erotico. Poi arrivo in ufficio, lascio le Due Ruote, prendo il caffè, e comincio a lavorare con un bel sorriso.

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

venerdì, giugno 30, 2006

Grazie ma non troppo

Alla fine S.Precario una manina ce l'ha messa. Lo stillicidio di notizie contraddittorie ha portato esattamente dove sapevo. Un altro contratto (il settimo, se ho contato bene, in 4 anni), altri 6 mesi di vita precaria, altre difficoltà da affrontare......
Mi sono anche sentito dire che questo "comportamento da parte dell'azienda nei miei confronti non è una mancanza di rispetto. Semmai il contrario. Poi ti spiego quando ci vediamo...". così ha detto il mio Capo. Voglio proprio sapere se riesce a spiegarmi anche come farò ad ottenere un finanziamento per acquistare un altro motorino (o moto), visto che l'altra volta mi avevano fatto problemi, e avevo un contratto di un anno.

Vabbè, userò il tempo a disposizione per cercare altro, come ormai faccio da tempo, e magari migliorare ciò che ho.
Non voglio piangermi addosso, non l'ho mai fatto e non intendo cominciare ora. Sono solo molto incazzato. Me la devo far passare oppure dovrò iniziare ad organizzare una RIVOLUZIONE!!!!!
(nel caso, chi ci stà lasci un commento. così ci diamo una contata).
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, giugno 26, 2006

Il Tempo del Re




Define: Tempo
Coordinata della materia nel suo divenire reale o apparente. In termini rigorosamente scientifici il tempo è la curvatura dello spazio (la sua quarta dimensione), ma solo alla velocità della luce questa realtà diventa rilevante.


Il tempo si congela a volte e tutto diviene immobile. Il sole sembra non voler mai cadere e il vento soffia piano per non disturbare. Come in un giardino coperto di brina ogni bocciolo diventa un diamante, così, in un giorno senza tempo, un sorriso e occhi lucenti e capelli arruffati, sono la corona di un re.

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

giovedì, giugno 22, 2006

S.Precario Aiutaci tu

Avevo preparato un lungo sfogo sulla mia attuale situazione lavorativa, sulla scadenza del contratto, sulla mancanza di progettualità della mia vita. Era un post molto bello ma è servito soltanto a farmi incazzare ancora di più. Visto che tanto non posso farci nulla, mi metto a pregare.



Oh San Precario,
Protettore di noi, precari della terra
Dacci oggi la maternità pagata
Proteggi i dipendenti delle catene commerciali,
gli angeli dei call center,
le partite iva e
i collaboratori appesi ad un filo

Dona a loro ferie e contributi pensionistici,
reddito e servizi gratuiti
e salvali dai lugubri licenziamenti

San Precario, che ci proteggi dal basso nella rete,
prega per noi interinali e cognitari
Porgi presso Pietro, Giacomo, Paolo e i Santi Tutti la ns umile supplica
Ricordati delle anime in scadenza di contratto torturati dalle divinità pagane,
libero mercato e flessibilità
Che si aggirano incerte senza futuro nè casa
Senza pensioni nè dignità
Illumina di speranza i lavoratori in nero
Dona loro gioia e gloria
Per tutti I secoli dei secoli
MAYDAY

Il prossimo da pregare però è Ernesto Che Guevara.

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, giugno 19, 2006

Versi

Ieri notte mi hanno ricordato quanto mi piace la poesia, quanto adoro i versi. Perchè la poesia è l'espressione dell'anima più profonda, e mi sono ricordato che un tempo mi piaceva scriverne. Ora non credo ne sarei capace, non sono più abituato a scavare così a fondo, non credo di essere più in grado. Qualcuno una volta ha detto che per scrivere un solo verso bisogna aver "molto amato, molto pianto, molto vissuto e molto sofferto"...

Questa che riporto è di Pablo Neruda, la traduzione che ho trovato non è quella che conosco quindi la riporto anche in originale.

E' per te che mi hai ricordato cos'è la poesia.

_________________________________________
Canción del Macho y de la Hembra

¡Canción del macho y de la hembra!
La fruta de los siglos
exprimiendo su jugo
en nuestras venas.

Mi alma derramándose en tu carne extendida
para salir de ti más buena,
el corazón desparramándose
estirándose como una pantera,
y mi vida, hecha astillas, anudándose
a ti como la luz a las estrellas!

Me recibes
como al viento la vela.

Te recibo
como el surco a la siembra.

Duérmete sobre mis dolores
si mis dolores no te queman,
amárrate a mis alas
acaso mis alas te llevan,
endereza mis deseos
acaso te lastima su pelea.

¡Tú eres lo único que tengo
desde que perdí mi tristeza!
¡Desgárrame como una espada
o táctame como una antena!
Bésame
muérdeme,
incéndiame,
que yo vengo a la tierra
sólo por el naufragio de mis ojos de macho
en el agua infinita de tus ojos de hembra!

____________________________________________
Canzone del Maschio e della Femmina

Canzone del maschio e della femmina!
Il frutto dei secoli
che spreme il suo succo
nelle nostre vene.

La mia anima che si diffonde nella tua carne distesa
per uscire migliorata da te,
il cuore che si disperde
stirandosi come una pantera,
e la mia vita, sbriciolata, che si annoda
a te come la luce alle stelle!

Mi ricevi
come il vento la vela.
Ti ricevo
come il solco il seme.

Addormentati sui miei dolori
se i miei dolori non ti bruciano,
legati alle mie ali,
forse le mie ali ti porteranno,
dirigi i miei desideri, forse ti duole la loro lotta.

Tu sei l'unica cosa che possiedo
da quando persi la mia tristezza!
Lacerami come una spada
o senti come un'antenna!

Baciami,
mordimi,
incendiami,
che io vengo alla terra
solo per il naufragio dei miei occhi di maschio
nell'acqua infinita dei tuoi occhi di femmina!



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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, giugno 12, 2006

Un cucchiaio di materia



Una volta ho letto in un trattato di fisica che un cucchiaino da caffè della materia di cui sono composte le stelle di neutroni (neutronio) peserebbe 100 milioni di tonnellate. Diciamo che la mia anima, nell'ultima settimana, era fatta di Neutronio, densa di sentimenti, e che il cucchiaino che la sorreggeva non cè più. C'è da dire che tolto il cucchiaino l'anima è tornata al suo stato naturale e tutto funziona ancora bene, ma adesso c'è una bellissima impronta di cucchiaino che difficilmente se ne andrà.

Sentirsi una stella dentro è fantastico.....

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

mercoledì, giugno 07, 2006





OGGI E' IL COMPLEANNO DI MIA SORELLA!!


Auguri Marzia, oltre ogni cosa e con tutto il bene che ti voglio.

lunedì, giugno 05, 2006

Quando capisci?

Quando capisci che è il momento di esporsi?
Probabilmente quando non hai niente da perdere se non l'opportunità.

Quando capisci che è il momento di abbandonare?
Probabilmente quando quello che puoi perdere è molto di più di quello che hai.

Quando capisci che è il momento di tornare indietro?
Probabilmente quando è troppo tardi per farlo.

Quando capisci che è il momento di lasciarsi andare?
Non lo capisci mai...
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

sabato, giugno 03, 2006

I'm Back

Dopo 2 mesi di peregrinazioni, patimenti, sofferenze e rodimenti di culo sono ritornato nella mia casetta. Rivoluzionata, rimaneggiata e rivista ma è sempre casetta mia.
Tanto è stato fatto ma tanto ci sarà ancora da fare per ritornare alla normalità e adattarsi alle novità. Un grazie a tutti quelli che mi sono stati vicini in questo periodo di lontananza, a tutti quelli che hanno fatto carte false per passare un po' di tempo con me (amici veri). Non avete nemmeno idea di quanta forza mi abbiate dato per sopportare tutti i disagi e le paranoie.
In realtà avrei un milione di cose da dire ma sono troppo stanco e la finisco qui.
Molto presto un giro di birra allagerà le nostre chiacchiere. Bacio tutti.
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

giovedì, giugno 01, 2006

IO SONO VIVO!!!

E non mi pare poco.


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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

martedì, maggio 30, 2006

Cazziatone



Fai tanto lavoro su te stesso, pensi di essere maturato, credi di avere finalmente il controllo e in un secondo ti accorgi di essere tornato al punto di partenza. La visualizzi sempre allo stesso modo: te di fronte ad un muro di nebbia, alla fine di un sentiero sicuro e piano. Gli occhi puntati verso la coltre lattiginosa che cercano di vedere al di là senza riuscirci. Devi scegliere se fare un passo o fermarti e tornare indietro. E le paure sono sempre le stesse, e sempre vigliacco ti senti. Passa il tempo ma non cambi, la vita non ti ha insegnato nulla? Ancora non sei in grado di deciderti senza pensare alle conseguenze? Per una volta nella tua vita non potresti agire di istinto e zittire le voci in testa?

Che cosa? no stai zitto almeno. Non le tirare fuori queste scuse da bambino, non è che sei insicuro è che tu, per camminare avanti, hai bisogno di vedere la strada. Non sai improvvisare, non sai inventartela un'altra strada. Stai li a calcolare tutte le possibilità con i tuoi schemini e intanto il tempo passa e tu stai fermo. Il treno passa mentre cerchi gli orari sulla tabella e ti ritrovi sempre sul bordo di un binario vuoto.

Quanto tempo ci passi su quel confine! Troppo Troppo Troppo. La verità è che sei schiavo di te stesso e dei tuoi ragionamenti, dei tuoi neuroni, delle sinapsi.
Vittima e carnefice al contempo, e dopo che ti sei ammazzato da solo con duemila castrazioni e compressioni, infierisci sul cadavere con pugnalate di rimorso per non aver agito. E adesso, mentre scrivi, e ti sembra di aver capito, sei pronto a rifare lo stesso sbaglio mille volte ancora. Continua! Continua pure a farti del male. COGLIONE!
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

giovedì, maggio 25, 2006

Ospedale Ti Odio



Perchè ci sono stato troppe volte senza averne bisogno. Perchè quando ti vedo da lontano mi ricordi quanto sono stato male e quanto hanno sofferto le persone a me care. Perchè quando entro dentro la sofferenza me la sento addosso, pesante, come uno straccio bagnato. Perchè tutto quel dolore non riesco a sopportarlo e nemmeno a farmelo scivolare addosso. Perchè li è cominciata la fine di un periodo bello. Perchè quando sono dentro tutto quello che sta fuori non esiste. Perchè ti nutri di piccoli e grandi drammi. Perchè più ti odio più tutto mi riporta da te. Perchè a te ho legato dei ricordi, e solo questo basta per odiarti.
Ti odio punto e basta.
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, maggio 22, 2006

Treno e Satori



Ecco cos'è che mi piace tanto delle stazioni, treni e ferrovie!
Ecco perchè fin da bambino ho sempre guardato i treni con ammirazione e desiderio. Non erano i giochi da bambini a farmeli sognare la notte, nè erano le mie depressioni che si calmavano alla vista della stazione dietro casa. Finalmente ho chiaro perchè li ho sempre cercati e desiderati, e adesso che vedo mi appare così sciocco e banale che forse non vale nemmeno la pena di dirlo. Eppure stamattina ho avuto quello che alcuni chiamano Satori, uno piccolo per carità, una fugace visione di un pezzo di "TUTTO". La sensazione di quando metti l'ultimo tassello di un puzzle estremamente confuso e capisci, finalmente, il disegno ritratto ma subito lo disfi.
La chiave sono i binari. Ho sempre amato i treni perchè sanno sempre dove vanno, perchè il percorso è già scritto nella terra con una matita di metallo e le soste le sai già, e le scelte non sono scelte se sai i risultati prima; il destino non è un destino se conosci la destinazione. Tutto scorre sempre, dinamico e veloce, ma se vuoi fermarti a pensare basta che scendi alla prossima e, se è il caso, torni indietro. Con il treno sai sempre dove vai e da dove vieni ed è questo che mi manca o che mi è mancato. Tutte le volte che sono stato insicuro, depresso, stanco di me stesso sono finito a guardare i treni in stazione.
Il bello è che aver capito questo non mi cambia nulla. Continuerò ad essere il solito casinista, disorganizzato, insicuro di sempre. Continuerò a cercare sicurezze ovunque in giro prima di fare qualsiesi cosa; camminare con le mie scarpe di piombo su qualsiesi terreno...
E continuerò a sognare treni.

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, maggio 15, 2006

Gli amici

Si vedono dalle cose semplici e, al contempo, grandiose.
Come incontrarsi per caso al bar sotto casa e ricevere un estemporaneo invito a pranzo. Come passare mezzo pomeriggio a chiacchierare, di cose semplici e di cose complesse, con la leggerezza di chi vuole condividere i propri pensieri con franchezza. Come i pazzi che si fanno 140 Km in una notte per riaccompagnarti a casa pur di passare un po' di tempo insieme, perchè si vede che ne hai bisogno.

Grazie amici miei....vi voglio bene.
Ma quanto sono melenso?????
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

giovedì, maggio 11, 2006

Ma insomma, com'è Londra?


Me l’hanno fatta un po’ tutti questa domanda al rientro. Non mi ha esaltato, è la risposta.
E’ una città da vedere, ricca di contraddizioni e particolarità ma non mi ha lasciato molto.
Forse perché venedo da Roma poco mi sorprende, ma non ho trovato un’atmosfera permeante, almeno nella City. Ho visto quasi tutte le mete turistiche principali e alcune sono realmente degne di nota, come Buckingam Palace e il Big Ben; realmente impressionanti, ma le ho vissute troppo alla “giapponese”. Mi hanno colpito sicuramente di più i giardini reali, con le coloratissime aiuole fiorite e le varietà di uccelli che li popolano (bellissimi i pellicani, maestosi. Peccato che non ho foto) e la passeggiata lungo il Tamigi la domenica, con gli artisti di strada e i londinesi a spasso (finalmente un poco rilassati).
Anche Portobello Road e il suo mercato sono realmente belli, è stato piacevole passeggiare tra le bancarelle di ogni genere di paccottiglia e ciarpame. In tutta quell’anticaglia si nascondono delle belle perle.
Ma questa è la Londra turistica, quella che tutti vedono. Quella che il visitataore occasionale ama o detesta, Con il suo traffico veloce, con i londinesi dal passo svelto e i modi freddamente garbati. Insomma questo è la città delle cartoline e degli stereotipi sulla quale non mi soffermo a lungo. Ognuno ne ha una sua opinione e sono tutte giuste.
Quello che mi ho avuto modo di vedere è stata anche la Londra dei suburbs, degli immigrati, delle etnie asiatiche che la colorano e la rendono una città unica al mondo.

Ma partiamo dall’inizio.
Sono ospite di Monika, polacca che vive in Inghilterra da tre anni tra parecchie difficoltà. Ci siamo conosciuti su internet ed è nata una bella amicizia, così è capitato che mi abbia invitato e che io abbia accettato. All’emozione del viaggio, il primo così lungo che faccio da solo in vita mia, si aggiunge l’eccitazione del conoscere di persona qualcuno che fino a quel momento è stato solo bit trasformati in lettere sul monitor.
L’impatto è tremendo, dall’aereoporto arrivo alla stazione di Stratford (nord est, zona 3) e ci incontriamo. Tutto mi aspettavo meno un’accoglienza fredda come quella che ho avuto, più che fredda misurata. Monika mi chiede di accompagnarla a fare una commissione e prendiamo un autobus. Per me è tutto diversoe mi guardo intorno con gli occhi spaesati, lei guarda fuori dal finestrino con lo sguardo un poco assente e pensieroso. Scambiamo solo poche frasi durante tutto il tragitto che ci porta a Bank. Scendiamo dall’autobus e ci immettiamo nella vita di una strada che altro non è che un mercato indiano. L’effetto è imprpessionante. Io e la mia amica siamo gli unici europei in quella strada, il resto sono per la maggioranza Indiani. Quando Monika mi chiede di aspettarla 10 minuti fuori da un negozio mi preoccupo un po’ e penso che in quel momento nessuno sa dove mi trovo esattamente. Si, i miei genitori e gli amici sanno che mi trovo a Londra ma non hanno nemmeno un nome, un’indirizzo… nulla.
Invece tutto va bene, poi andiamo in centro per una passeggiata in alcuni luoghi turistici.
Alla sera, tornando a casa, mano amano che ci allontaniamo dal centro l’architettura cambia, passando dgli edifici “metropolitani” della City alle case di mattoni scuri, strette e alte, delle periferie e anche le etnie rappresentate dai passegeri si riducono, con prevalenza di indiani.
In quattro giorni passati nella capitale non ho parlato con un londinese, ho conosciuto polacchi, turchi, marocchini e giamaicani, non uno nato a Londra.
Sono tutti li in cerca di una possibilità di lavoro, o di studio, o semplicemente in cerca di una opportunità. L’idea che mi sono fatto, comunque, è che se sei bianco e hai un lavoro decente è tutto più semplice. In ogni caso è un modello da copiare, c’è rispetto e un buon livello di integrazione, in Italia arriveremo a quel tipo di multietnicità forse tra 6 o 7 anni, ma bisogna prepararsi e muoversi bene.
Mentre scrivo mi accorgo che le cose da dire sono molte e lo spazio sul blog è poco, a meno di non fare una cosa a puntate. Allora rimando tutta la chiacchierata, per chi vuole, ad un momento migliore davanti alla solita birra e secchiata di salatini.
Solo un’altra cosa da aggiungere degna di nota: un grazie ad Alessandra, conosciuta all’aereoporto sulla via del ritorno, senza la quale il viaggio sarebbe stato più pesante, e un enorme grazie a Monika che mi ha ospitato e mi è stata dietro in questi 4 giorni nonostante avesse preoccupazioni ben più serie…viva l’ospitalità polacca.
Ora trovo il modo di postare le foto……

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

domenica, maggio 07, 2006

Viaggio solo #3

La serata al club e' andata bene. Siamo andati con 3 suoi amici, 2 turchi e un'altra polacca scocciata persa. Tanto per tornare sulla storia del "disparo": uno dei due turchi (non mi ricordo proprio il nome) sta con l'amica di Monika; l'altro ci prova con Monika in maniera vergognosa e lei non si scompone. Io sto sempre li come un salame.
Le mie impressioni sulla multirazzialita' di questo posto le rimando a un post riassuntivo.
Counque tutto va bene e oggi si va a fare una domenica da londinesi in giro per il centro.
A Monika serve il pc e mi devo sbrigare, saro' piu' esaustivo al mio ritorno. La sola cosa che aggiungo e' che oggi ho avuto l'impressione che se fossi rimasto un giorno in meno le avrei fatto un favore.
Poi spiego.

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

sabato, maggio 06, 2006

Viaggio solo #2

La notte e' andata bene.
Il bagno della casa fa un po' schifo ma ne ho visti di peggio.
Monika e' sempre molto silenziosa ma oggi mi ha accompagnato a Porto Bello road dove si e' fatto un po' di shopping. Li ci siamo visti con Marzia, Gubba, Sim e Fulvio e abbiamo pranzato insieme dopo esserci scambiati un po' di impressioni.
Insomma si va avanti ma mi accorgo sempre di piu' che lei non e' socievole. oggi con noi c'era un suo amico marocchino ed era molto piu' aperto.

Mi ha detto se stasera voglio andare a ballare. Presumo che non saremo soli. stiamo a vedere.
P.S. se in questi post trovate le accentate fatte con l'apostrofo e' perche' questa tastiera non le ha.

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Kain

venerdì, maggio 05, 2006

Viaggio solo

Come primo giorno non c'e' male. Aereo in ritardo, pranzo saltato e scarpinata in giro per londra.
Monika non e' molto loquace e l'incontro e' un po freddo. E' carina, bionda occhi azzurro slavato. tipica fisionomi dell'est. Vive in un suburbs, Seven kings, nella parte nord ovest di Londra. Non e' potuta venire all'aereoporto come mi aveva detto perche' il suo capo non le ha pagato la settimana e deve andare a prendere i soldi.
Io la raggiungo alla stratford station. nel pieno del quartiere indiano.
Devo dire che little bombay e'la cosa piu' interessante che ho visto fino ad ora. La City e' piacevole ma, sara' la compagnia poco loquace, sara' che mi ricordo Dublino che e' decisamente meglio, non mi sono divertito tantissimo.
Stasera nella sua stanza Monika si e' sciolta un po' di piu'e sta andando meglio. Capisco i suoi problemi di ragazza polacca che vive in un altro paese, la aiuto a cercare un volo per la polonia su internet per luglio, va a trovare la mamma malata.

Ho sentito LaMarzia per messaggi e domani proviamo a vederci a Porto Bello Road.
Speriamo bene per la notte.


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Kain

martedì, maggio 02, 2006

Il Segno del Tempo

Roma - Interno giorno - Uffcio Anagrafe IV Municipio

Io: Buongiorno!
Impiegata: Buongiorno mi dica.
Io:Ho smarrito la carta di identità, dovrei rifarla.
Impiegata: 3 fotografie, modulo, marca da bollo e denuncia di smarrimento, grazie.
Io: (consegno tutto quanto)
Impiegata:Perfetto (mentre legge il modulo su cui ho scritto i miei dati).
Occhi castani (mi guarda)
altezza unoeottanta (mi guarda)
capelli neri (pausa di tre secondi, poi mi guarda e dice)
Ma quali neri! BRIZZOLATI!!!

Io: (bestemmio in quattro lingue sottovoce. mi scappa solo un...) Mapporkaputtana

Il resto sono convenevoli. Il risultato è quello qui sotto.
Certi giorni sono brutti, ma ce ne sono altri che sono anche peggio.




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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

venerdì, aprile 28, 2006

Libri

Da molto tempo non leggevo così tanto. Il fatto che mi abbiano rubato il motorino ha almeno questo risvolto positivo. La media è schizzata verso l'alto in maniera impressionante...4 Settimane 4 Libri.
Quando si ha tempo da perdere aspettando il treno e sopra di esso la lettura diventa una perfetta macchina del tempo. Ti siedi a treno fermo, apri il libro e dopo un po' sei arrivato e devi sbrigarti a scendere o ti perdi la stazione. Se a questo aggiungiamo la sana lettura prima di dormire, quelle 10/20 pagine che ti permettono di andare nel mondo di morfeo con la mente predisposta ai bei sogni, il quadro è fatto.
Vado ad elencare gli ultimi 4 libri con relativi criteri di scelta:
Terra!, di Stefano Benni: L'ho scelto tra gli scaffali perchè l'autore è una garanzia, forse il contemporaneo italiano da me preferito. Ironico, dissacrante, visionario e politicamente scorretto. Lo adoro!
Le singolari memorie di Thomas Penman, Bruce Robinson: Mi incuriosivano la copertina del libro e il titolo. Mi è praticamente capitato tra le mani (quasi posso dire che mi abbia scelto lui) e devo dire che non mi ha affatto deluso. Profondo e divertente, si potrebbe farne tranquillamente una sceneggiatura.
La banda dei brocchi, Jonathan Coe: Non conoscevo l'autore, che mi dicono essere abbastanza famoso e il libro quasi un cult. A tratti l'ho trovato po' spigoloso ma merita sicuramente una lettura attenta. Uno splendido spaccato dell'inghilterra anni 70. Ha un seguito che mi sa che sarà il prossimo libro.
La fine è il mio inizio, Tiziano Terzani: Regalo di Marzia. Bellissimo. Sono alle ultime 100 pagine e ho già voglia di leggere gli altri scritti di quest'uomo che ha girato tutto l'estremo oriente cercando l'altro e ha finito per trovare se stesso. Questo è il suo ultimo libro, praticamente le sue memorie. Affascinante.

La lettura è il cibo dell'immaginazione. Leggere, Leggere, Leggere.
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, aprile 24, 2006

In giro col Fagotto



Fine settimana da Zingaro felice.
Venerdì nero dal punto di vista lavorativo si trasforma in una bella serata a casa di amici tra chiacchiere pizza e vino. Gente che non si vede da un po' e che è sempre un piacere incontrare. SOlo un cattivo pensiero durante tutta la serata mi ha attraversato il cranio ma è una cosa a cui dovrò fare l'abitudine: eravamo 9 ed io ero il disparo.
Sono quei piccoli dettagli di cui ti accorgi quando la tua vita prende una piega inaspettata. In ogni caso c'è una bella complicità fino alla mattina di sabato quando ci salutiamo con un abbraccio. Grazie ragazzi.
Sabato sera sempre festa per la laurea di una ex compagna del liceo. Bello scoprire che dopo 10 anni certe pensone non cambiano. La festa non è un granchè nel complesso, poche persone, musica così così, la festeggiata ha sboccato alla fine.... Per fortuna non sono troppo ubriaco e sfatto per guidare. La nebbia sulla via del ritorno mi avvolge come una nuvola di latte nebulizzato e devo lottare con le palpebre che vogliono chiudersi; nemmeno una stazione decente alla radio ma arrivo a casa sano e salvo. Appena in tempo per svenire sul letto e non sulle scale.
Anche il signore s'è riposato il settimo giorno,io invece mi sono lasciato convincere a fare un escursione al lago di Castel Gandolfo con un po' di amici e devo dire che ne è valsa la pena. Ce ne stavamo così belli belli sdraiati e baciati dal sole quando io e un'altra ragazza ci alziamo e diciamo "noi andiamo a prendere un caffè, chi ne vuole?". Non chiedetemi perchè siamo finiti a Nemi a mangiare fragoline di bosco con gelato alla crema panna e maraschino. Una lussuria per papille gustative, il caffè l'abbiamo preso dopo 2 ore.

Pure la domenica è scivolata via in compagnia. Questo weekend sono riuscito a vedere tutti i miei amici (o quasi) e a fare un pranzo con la mia famiglia. Sarà mica il preludio alla fine della serie negativa?
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

giovedì, aprile 20, 2006

Respira



Ieri sera mentre tornavo a casa in treno, dopo il consueto pisolino, ho cominciato a pensare a quanto tempo passo chiuso in quattro mura.
Sveglia alle 5.45 - casa
Esco alle 6.35 - in macchina per andare alla stazione
Prendo il treno alle 6.45 (a dio piacendo).
Arrivo a Termini alle 7.35 (sempre a dio piacendo)
Breve camminata per arrivare a via XX Settembre (e se ci scappa fare colazione) e sono a lavoro prima delle 8.00
Si esce per il pranzo ma solo per andare alla mensa aziendale....

Insomma seguita così fino al rientro a casa. Facendo due conti avrò passato si e no mezz'ora su 12 all'aria aperta.
Pensando a questa cosa ieri sera ho fatto una passeggiata prima di cena approfittando del bel tempo e mi sono sentito come i carcerati durante l'ora d'aria: fortunato e triste allo stesso tempo.
Sto perdendo l'abitudine all'aria aperta e la cosa non mi piace. Camminare, passeggiare e RESPIRARE....ecco le parole chiave di questa primavera.

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

mercoledì, aprile 19, 2006

Si ricomincia



Eccomi di nuovo qui a ragionare su quello che mi accade dentro e intorno come il giorno in cui ho deciso di aprire questo spazio. Ho deciso di voltare nuovamente pagina e ripartire da un foglio bianco. Dopo un periodo di instabile come quello passato (che ancora dura ma in forma diversa) era necessario dare un segno di discontinuità col passato recente. Come a scuola il primo giorno, ogni anno, aprivo il quaderno immacolato alla prima pagina e cominciavo a prendere appunti in maniera ordinata e in buona calligrafia; oppure come i buoni propositi del primo di gennaio, tipo dimagrire, smettere di fumare, essere coerenti ecc...
Il terzo giorno di scuola, di solito, gli appunti cominciavano già ad essere confusi e la calligrafia era tornata alla sua naturale indecifrabilità; i buoni propositi sono sempre andati fottuti al massimo il 6 gennaio con l'apertura della calzetta e con le 10 sigarette al giorno.

Da allora un po' di tempo è passato e ormai non mi arrabbio più per questa mia volubilità e mancanza di determinazione, ho imparato a conoscermi e ad accettarmi. Il risultato è che adesso mi aspetto meno da me stesso, mi carico di meno responsabilità e, paradossalmente, ottengo di più di quando mi davo obiettivi e scadenze. Perchè ho capito che le cose importanti per me riesco ad ottenerle comunque, senza stressarmi oltremisura, senza considerare nessuna situazione irreversibile e senza essere fatalista.
Insomma, dopo 27 anni, con tutti i miei errori e difetti mi sento me stesso e, non mi sarei mai sognato di ammetterlo fino a qualche tempo fa, sto bene.

Anche in un momento come questo in cui mi sento perseguitato dalla sfiga come Berlusconi dai comunisti, rimango inguaribilmente, scioccamente e schifosamente ottimista.

Detto questo si ricomincia.

--Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain