Treno e Satori

Ecco cos'è che mi piace tanto delle stazioni, treni e ferrovie!
Ecco perchè fin da bambino ho sempre guardato i treni con ammirazione e desiderio. Non erano i giochi da bambini a farmeli sognare la notte, nè erano le mie depressioni che si calmavano alla vista della stazione dietro casa. Finalmente ho chiaro perchè li ho sempre cercati e desiderati, e adesso che vedo mi appare così sciocco e banale che forse non vale nemmeno la pena di dirlo. Eppure stamattina ho avuto quello che alcuni chiamano Satori, uno piccolo per carità, una fugace visione di un pezzo di "TUTTO". La sensazione di quando metti l'ultimo tassello di un puzzle estremamente confuso e capisci, finalmente, il disegno ritratto ma subito lo disfi.
La chiave sono i binari. Ho sempre amato i treni perchè sanno sempre dove vanno, perchè il percorso è già scritto nella terra con una matita di metallo e le soste le sai già, e le scelte non sono scelte se sai i risultati prima; il destino non è un destino se conosci la destinazione. Tutto scorre sempre, dinamico e veloce, ma se vuoi fermarti a pensare basta che scendi alla prossima e, se è il caso, torni indietro. Con il treno sai sempre dove vai e da dove vieni ed è questo che mi manca o che mi è mancato. Tutte le volte che sono stato insicuro, depresso, stanco di me stesso sono finito a guardare i treni in stazione.
Il bello è che aver capito questo non mi cambia nulla. Continuerò ad essere il solito casinista, disorganizzato, insicuro di sempre. Continuerò a cercare sicurezze ovunque in giro prima di fare qualsiesi cosa; camminare con le mie scarpe di piombo su qualsiesi terreno...
E continuerò a sognare treni.
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.
Kain
1 commento:
Adoro il treno e le stazioni.
Se ho voglia d'evadere, in pausa pranzo vado alla Stazione Trastevere e guardo i treni che passano e i binari che si perdono nel piccolo orizzonte urbano... sogno di viaggiare e mi sembra di poter salir su e partire con estrema facilità, con un sol passo: mi sento quindi - quasi per contrappasso - la vera autrice della mia scelta di restare, col che mi pare d'essere pienamente l'artefice della mia storia... e rientro in ufficio contenta.
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