venerdì, aprile 28, 2006

Libri

Da molto tempo non leggevo così tanto. Il fatto che mi abbiano rubato il motorino ha almeno questo risvolto positivo. La media è schizzata verso l'alto in maniera impressionante...4 Settimane 4 Libri.
Quando si ha tempo da perdere aspettando il treno e sopra di esso la lettura diventa una perfetta macchina del tempo. Ti siedi a treno fermo, apri il libro e dopo un po' sei arrivato e devi sbrigarti a scendere o ti perdi la stazione. Se a questo aggiungiamo la sana lettura prima di dormire, quelle 10/20 pagine che ti permettono di andare nel mondo di morfeo con la mente predisposta ai bei sogni, il quadro è fatto.
Vado ad elencare gli ultimi 4 libri con relativi criteri di scelta:
Terra!, di Stefano Benni: L'ho scelto tra gli scaffali perchè l'autore è una garanzia, forse il contemporaneo italiano da me preferito. Ironico, dissacrante, visionario e politicamente scorretto. Lo adoro!
Le singolari memorie di Thomas Penman, Bruce Robinson: Mi incuriosivano la copertina del libro e il titolo. Mi è praticamente capitato tra le mani (quasi posso dire che mi abbia scelto lui) e devo dire che non mi ha affatto deluso. Profondo e divertente, si potrebbe farne tranquillamente una sceneggiatura.
La banda dei brocchi, Jonathan Coe: Non conoscevo l'autore, che mi dicono essere abbastanza famoso e il libro quasi un cult. A tratti l'ho trovato po' spigoloso ma merita sicuramente una lettura attenta. Uno splendido spaccato dell'inghilterra anni 70. Ha un seguito che mi sa che sarà il prossimo libro.
La fine è il mio inizio, Tiziano Terzani: Regalo di Marzia. Bellissimo. Sono alle ultime 100 pagine e ho già voglia di leggere gli altri scritti di quest'uomo che ha girato tutto l'estremo oriente cercando l'altro e ha finito per trovare se stesso. Questo è il suo ultimo libro, praticamente le sue memorie. Affascinante.

La lettura è il cibo dell'immaginazione. Leggere, Leggere, Leggere.
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, aprile 24, 2006

In giro col Fagotto



Fine settimana da Zingaro felice.
Venerdì nero dal punto di vista lavorativo si trasforma in una bella serata a casa di amici tra chiacchiere pizza e vino. Gente che non si vede da un po' e che è sempre un piacere incontrare. SOlo un cattivo pensiero durante tutta la serata mi ha attraversato il cranio ma è una cosa a cui dovrò fare l'abitudine: eravamo 9 ed io ero il disparo.
Sono quei piccoli dettagli di cui ti accorgi quando la tua vita prende una piega inaspettata. In ogni caso c'è una bella complicità fino alla mattina di sabato quando ci salutiamo con un abbraccio. Grazie ragazzi.
Sabato sera sempre festa per la laurea di una ex compagna del liceo. Bello scoprire che dopo 10 anni certe pensone non cambiano. La festa non è un granchè nel complesso, poche persone, musica così così, la festeggiata ha sboccato alla fine.... Per fortuna non sono troppo ubriaco e sfatto per guidare. La nebbia sulla via del ritorno mi avvolge come una nuvola di latte nebulizzato e devo lottare con le palpebre che vogliono chiudersi; nemmeno una stazione decente alla radio ma arrivo a casa sano e salvo. Appena in tempo per svenire sul letto e non sulle scale.
Anche il signore s'è riposato il settimo giorno,io invece mi sono lasciato convincere a fare un escursione al lago di Castel Gandolfo con un po' di amici e devo dire che ne è valsa la pena. Ce ne stavamo così belli belli sdraiati e baciati dal sole quando io e un'altra ragazza ci alziamo e diciamo "noi andiamo a prendere un caffè, chi ne vuole?". Non chiedetemi perchè siamo finiti a Nemi a mangiare fragoline di bosco con gelato alla crema panna e maraschino. Una lussuria per papille gustative, il caffè l'abbiamo preso dopo 2 ore.

Pure la domenica è scivolata via in compagnia. Questo weekend sono riuscito a vedere tutti i miei amici (o quasi) e a fare un pranzo con la mia famiglia. Sarà mica il preludio alla fine della serie negativa?
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

giovedì, aprile 20, 2006

Respira



Ieri sera mentre tornavo a casa in treno, dopo il consueto pisolino, ho cominciato a pensare a quanto tempo passo chiuso in quattro mura.
Sveglia alle 5.45 - casa
Esco alle 6.35 - in macchina per andare alla stazione
Prendo il treno alle 6.45 (a dio piacendo).
Arrivo a Termini alle 7.35 (sempre a dio piacendo)
Breve camminata per arrivare a via XX Settembre (e se ci scappa fare colazione) e sono a lavoro prima delle 8.00
Si esce per il pranzo ma solo per andare alla mensa aziendale....

Insomma seguita così fino al rientro a casa. Facendo due conti avrò passato si e no mezz'ora su 12 all'aria aperta.
Pensando a questa cosa ieri sera ho fatto una passeggiata prima di cena approfittando del bel tempo e mi sono sentito come i carcerati durante l'ora d'aria: fortunato e triste allo stesso tempo.
Sto perdendo l'abitudine all'aria aperta e la cosa non mi piace. Camminare, passeggiare e RESPIRARE....ecco le parole chiave di questa primavera.

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

mercoledì, aprile 19, 2006

Si ricomincia



Eccomi di nuovo qui a ragionare su quello che mi accade dentro e intorno come il giorno in cui ho deciso di aprire questo spazio. Ho deciso di voltare nuovamente pagina e ripartire da un foglio bianco. Dopo un periodo di instabile come quello passato (che ancora dura ma in forma diversa) era necessario dare un segno di discontinuità col passato recente. Come a scuola il primo giorno, ogni anno, aprivo il quaderno immacolato alla prima pagina e cominciavo a prendere appunti in maniera ordinata e in buona calligrafia; oppure come i buoni propositi del primo di gennaio, tipo dimagrire, smettere di fumare, essere coerenti ecc...
Il terzo giorno di scuola, di solito, gli appunti cominciavano già ad essere confusi e la calligrafia era tornata alla sua naturale indecifrabilità; i buoni propositi sono sempre andati fottuti al massimo il 6 gennaio con l'apertura della calzetta e con le 10 sigarette al giorno.

Da allora un po' di tempo è passato e ormai non mi arrabbio più per questa mia volubilità e mancanza di determinazione, ho imparato a conoscermi e ad accettarmi. Il risultato è che adesso mi aspetto meno da me stesso, mi carico di meno responsabilità e, paradossalmente, ottengo di più di quando mi davo obiettivi e scadenze. Perchè ho capito che le cose importanti per me riesco ad ottenerle comunque, senza stressarmi oltremisura, senza considerare nessuna situazione irreversibile e senza essere fatalista.
Insomma, dopo 27 anni, con tutti i miei errori e difetti mi sento me stesso e, non mi sarei mai sognato di ammetterlo fino a qualche tempo fa, sto bene.

Anche in un momento come questo in cui mi sento perseguitato dalla sfiga come Berlusconi dai comunisti, rimango inguaribilmente, scioccamente e schifosamente ottimista.

Detto questo si ricomincia.

--Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain