martedì, maggio 30, 2006

Cazziatone



Fai tanto lavoro su te stesso, pensi di essere maturato, credi di avere finalmente il controllo e in un secondo ti accorgi di essere tornato al punto di partenza. La visualizzi sempre allo stesso modo: te di fronte ad un muro di nebbia, alla fine di un sentiero sicuro e piano. Gli occhi puntati verso la coltre lattiginosa che cercano di vedere al di là senza riuscirci. Devi scegliere se fare un passo o fermarti e tornare indietro. E le paure sono sempre le stesse, e sempre vigliacco ti senti. Passa il tempo ma non cambi, la vita non ti ha insegnato nulla? Ancora non sei in grado di deciderti senza pensare alle conseguenze? Per una volta nella tua vita non potresti agire di istinto e zittire le voci in testa?

Che cosa? no stai zitto almeno. Non le tirare fuori queste scuse da bambino, non è che sei insicuro è che tu, per camminare avanti, hai bisogno di vedere la strada. Non sai improvvisare, non sai inventartela un'altra strada. Stai li a calcolare tutte le possibilità con i tuoi schemini e intanto il tempo passa e tu stai fermo. Il treno passa mentre cerchi gli orari sulla tabella e ti ritrovi sempre sul bordo di un binario vuoto.

Quanto tempo ci passi su quel confine! Troppo Troppo Troppo. La verità è che sei schiavo di te stesso e dei tuoi ragionamenti, dei tuoi neuroni, delle sinapsi.
Vittima e carnefice al contempo, e dopo che ti sei ammazzato da solo con duemila castrazioni e compressioni, infierisci sul cadavere con pugnalate di rimorso per non aver agito. E adesso, mentre scrivi, e ti sembra di aver capito, sei pronto a rifare lo stesso sbaglio mille volte ancora. Continua! Continua pure a farti del male. COGLIONE!
--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

giovedì, maggio 25, 2006

Ospedale Ti Odio



Perchè ci sono stato troppe volte senza averne bisogno. Perchè quando ti vedo da lontano mi ricordi quanto sono stato male e quanto hanno sofferto le persone a me care. Perchè quando entro dentro la sofferenza me la sento addosso, pesante, come uno straccio bagnato. Perchè tutto quel dolore non riesco a sopportarlo e nemmeno a farmelo scivolare addosso. Perchè li è cominciata la fine di un periodo bello. Perchè quando sono dentro tutto quello che sta fuori non esiste. Perchè ti nutri di piccoli e grandi drammi. Perchè più ti odio più tutto mi riporta da te. Perchè a te ho legato dei ricordi, e solo questo basta per odiarti.
Ti odio punto e basta.
--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, maggio 22, 2006

Treno e Satori



Ecco cos'è che mi piace tanto delle stazioni, treni e ferrovie!
Ecco perchè fin da bambino ho sempre guardato i treni con ammirazione e desiderio. Non erano i giochi da bambini a farmeli sognare la notte, nè erano le mie depressioni che si calmavano alla vista della stazione dietro casa. Finalmente ho chiaro perchè li ho sempre cercati e desiderati, e adesso che vedo mi appare così sciocco e banale che forse non vale nemmeno la pena di dirlo. Eppure stamattina ho avuto quello che alcuni chiamano Satori, uno piccolo per carità, una fugace visione di un pezzo di "TUTTO". La sensazione di quando metti l'ultimo tassello di un puzzle estremamente confuso e capisci, finalmente, il disegno ritratto ma subito lo disfi.
La chiave sono i binari. Ho sempre amato i treni perchè sanno sempre dove vanno, perchè il percorso è già scritto nella terra con una matita di metallo e le soste le sai già, e le scelte non sono scelte se sai i risultati prima; il destino non è un destino se conosci la destinazione. Tutto scorre sempre, dinamico e veloce, ma se vuoi fermarti a pensare basta che scendi alla prossima e, se è il caso, torni indietro. Con il treno sai sempre dove vai e da dove vieni ed è questo che mi manca o che mi è mancato. Tutte le volte che sono stato insicuro, depresso, stanco di me stesso sono finito a guardare i treni in stazione.
Il bello è che aver capito questo non mi cambia nulla. Continuerò ad essere il solito casinista, disorganizzato, insicuro di sempre. Continuerò a cercare sicurezze ovunque in giro prima di fare qualsiesi cosa; camminare con le mie scarpe di piombo su qualsiesi terreno...
E continuerò a sognare treni.

--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

lunedì, maggio 15, 2006

Gli amici

Si vedono dalle cose semplici e, al contempo, grandiose.
Come incontrarsi per caso al bar sotto casa e ricevere un estemporaneo invito a pranzo. Come passare mezzo pomeriggio a chiacchierare, di cose semplici e di cose complesse, con la leggerezza di chi vuole condividere i propri pensieri con franchezza. Come i pazzi che si fanno 140 Km in una notte per riaccompagnarti a casa pur di passare un po' di tempo insieme, perchè si vede che ne hai bisogno.

Grazie amici miei....vi voglio bene.
Ma quanto sono melenso?????
--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

giovedì, maggio 11, 2006

Ma insomma, com'è Londra?


Me l’hanno fatta un po’ tutti questa domanda al rientro. Non mi ha esaltato, è la risposta.
E’ una città da vedere, ricca di contraddizioni e particolarità ma non mi ha lasciato molto.
Forse perché venedo da Roma poco mi sorprende, ma non ho trovato un’atmosfera permeante, almeno nella City. Ho visto quasi tutte le mete turistiche principali e alcune sono realmente degne di nota, come Buckingam Palace e il Big Ben; realmente impressionanti, ma le ho vissute troppo alla “giapponese”. Mi hanno colpito sicuramente di più i giardini reali, con le coloratissime aiuole fiorite e le varietà di uccelli che li popolano (bellissimi i pellicani, maestosi. Peccato che non ho foto) e la passeggiata lungo il Tamigi la domenica, con gli artisti di strada e i londinesi a spasso (finalmente un poco rilassati).
Anche Portobello Road e il suo mercato sono realmente belli, è stato piacevole passeggiare tra le bancarelle di ogni genere di paccottiglia e ciarpame. In tutta quell’anticaglia si nascondono delle belle perle.
Ma questa è la Londra turistica, quella che tutti vedono. Quella che il visitataore occasionale ama o detesta, Con il suo traffico veloce, con i londinesi dal passo svelto e i modi freddamente garbati. Insomma questo è la città delle cartoline e degli stereotipi sulla quale non mi soffermo a lungo. Ognuno ne ha una sua opinione e sono tutte giuste.
Quello che mi ho avuto modo di vedere è stata anche la Londra dei suburbs, degli immigrati, delle etnie asiatiche che la colorano e la rendono una città unica al mondo.

Ma partiamo dall’inizio.
Sono ospite di Monika, polacca che vive in Inghilterra da tre anni tra parecchie difficoltà. Ci siamo conosciuti su internet ed è nata una bella amicizia, così è capitato che mi abbia invitato e che io abbia accettato. All’emozione del viaggio, il primo così lungo che faccio da solo in vita mia, si aggiunge l’eccitazione del conoscere di persona qualcuno che fino a quel momento è stato solo bit trasformati in lettere sul monitor.
L’impatto è tremendo, dall’aereoporto arrivo alla stazione di Stratford (nord est, zona 3) e ci incontriamo. Tutto mi aspettavo meno un’accoglienza fredda come quella che ho avuto, più che fredda misurata. Monika mi chiede di accompagnarla a fare una commissione e prendiamo un autobus. Per me è tutto diversoe mi guardo intorno con gli occhi spaesati, lei guarda fuori dal finestrino con lo sguardo un poco assente e pensieroso. Scambiamo solo poche frasi durante tutto il tragitto che ci porta a Bank. Scendiamo dall’autobus e ci immettiamo nella vita di una strada che altro non è che un mercato indiano. L’effetto è imprpessionante. Io e la mia amica siamo gli unici europei in quella strada, il resto sono per la maggioranza Indiani. Quando Monika mi chiede di aspettarla 10 minuti fuori da un negozio mi preoccupo un po’ e penso che in quel momento nessuno sa dove mi trovo esattamente. Si, i miei genitori e gli amici sanno che mi trovo a Londra ma non hanno nemmeno un nome, un’indirizzo… nulla.
Invece tutto va bene, poi andiamo in centro per una passeggiata in alcuni luoghi turistici.
Alla sera, tornando a casa, mano amano che ci allontaniamo dal centro l’architettura cambia, passando dgli edifici “metropolitani” della City alle case di mattoni scuri, strette e alte, delle periferie e anche le etnie rappresentate dai passegeri si riducono, con prevalenza di indiani.
In quattro giorni passati nella capitale non ho parlato con un londinese, ho conosciuto polacchi, turchi, marocchini e giamaicani, non uno nato a Londra.
Sono tutti li in cerca di una possibilità di lavoro, o di studio, o semplicemente in cerca di una opportunità. L’idea che mi sono fatto, comunque, è che se sei bianco e hai un lavoro decente è tutto più semplice. In ogni caso è un modello da copiare, c’è rispetto e un buon livello di integrazione, in Italia arriveremo a quel tipo di multietnicità forse tra 6 o 7 anni, ma bisogna prepararsi e muoversi bene.
Mentre scrivo mi accorgo che le cose da dire sono molte e lo spazio sul blog è poco, a meno di non fare una cosa a puntate. Allora rimando tutta la chiacchierata, per chi vuole, ad un momento migliore davanti alla solita birra e secchiata di salatini.
Solo un’altra cosa da aggiungere degna di nota: un grazie ad Alessandra, conosciuta all’aereoporto sulla via del ritorno, senza la quale il viaggio sarebbe stato più pesante, e un enorme grazie a Monika che mi ha ospitato e mi è stata dietro in questi 4 giorni nonostante avesse preoccupazioni ben più serie…viva l’ospitalità polacca.
Ora trovo il modo di postare le foto……

--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

domenica, maggio 07, 2006

Viaggio solo #3

La serata al club e' andata bene. Siamo andati con 3 suoi amici, 2 turchi e un'altra polacca scocciata persa. Tanto per tornare sulla storia del "disparo": uno dei due turchi (non mi ricordo proprio il nome) sta con l'amica di Monika; l'altro ci prova con Monika in maniera vergognosa e lei non si scompone. Io sto sempre li come un salame.
Le mie impressioni sulla multirazzialita' di questo posto le rimando a un post riassuntivo.
Counque tutto va bene e oggi si va a fare una domenica da londinesi in giro per il centro.
A Monika serve il pc e mi devo sbrigare, saro' piu' esaustivo al mio ritorno. La sola cosa che aggiungo e' che oggi ho avuto l'impressione che se fossi rimasto un giorno in meno le avrei fatto un favore.
Poi spiego.

--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

sabato, maggio 06, 2006

Viaggio solo #2

La notte e' andata bene.
Il bagno della casa fa un po' schifo ma ne ho visti di peggio.
Monika e' sempre molto silenziosa ma oggi mi ha accompagnato a Porto Bello road dove si e' fatto un po' di shopping. Li ci siamo visti con Marzia, Gubba, Sim e Fulvio e abbiamo pranzato insieme dopo esserci scambiati un po' di impressioni.
Insomma si va avanti ma mi accorgo sempre di piu' che lei non e' socievole. oggi con noi c'era un suo amico marocchino ed era molto piu' aperto.

Mi ha detto se stasera voglio andare a ballare. Presumo che non saremo soli. stiamo a vedere.
P.S. se in questi post trovate le accentate fatte con l'apostrofo e' perche' questa tastiera non le ha.

--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

venerdì, maggio 05, 2006

Viaggio solo

Come primo giorno non c'e' male. Aereo in ritardo, pranzo saltato e scarpinata in giro per londra.
Monika non e' molto loquace e l'incontro e' un po freddo. E' carina, bionda occhi azzurro slavato. tipica fisionomi dell'est. Vive in un suburbs, Seven kings, nella parte nord ovest di Londra. Non e' potuta venire all'aereoporto come mi aveva detto perche' il suo capo non le ha pagato la settimana e deve andare a prendere i soldi.
Io la raggiungo alla stratford station. nel pieno del quartiere indiano.
Devo dire che little bombay e'la cosa piu' interessante che ho visto fino ad ora. La City e' piacevole ma, sara' la compagnia poco loquace, sara' che mi ricordo Dublino che e' decisamente meglio, non mi sono divertito tantissimo.
Stasera nella sua stanza Monika si e' sciolta un po' di piu'e sta andando meglio. Capisco i suoi problemi di ragazza polacca che vive in un altro paese, la aiuto a cercare un volo per la polonia su internet per luglio, va a trovare la mamma malata.

Ho sentito LaMarzia per messaggi e domani proviamo a vederci a Porto Bello Road.
Speriamo bene per la notte.


--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

martedì, maggio 02, 2006

Il Segno del Tempo

Roma - Interno giorno - Uffcio Anagrafe IV Municipio

Io: Buongiorno!
Impiegata: Buongiorno mi dica.
Io:Ho smarrito la carta di identità, dovrei rifarla.
Impiegata: 3 fotografie, modulo, marca da bollo e denuncia di smarrimento, grazie.
Io: (consegno tutto quanto)
Impiegata:Perfetto (mentre legge il modulo su cui ho scritto i miei dati).
Occhi castani (mi guarda)
altezza unoeottanta (mi guarda)
capelli neri (pausa di tre secondi, poi mi guarda e dice)
Ma quali neri! BRIZZOLATI!!!

Io: (bestemmio in quattro lingue sottovoce. mi scappa solo un...) Mapporkaputtana

Il resto sono convenevoli. Il risultato è quello qui sotto.
Certi giorni sono brutti, ma ce ne sono altri che sono anche peggio.




--
Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain