mercoledì, novembre 15, 2006

Vortici Inclinati


Se c'è una cosa che mi fa perdere il controllo è perdere il controllo.
Una spirale senza fine, un paradosso escheriano, un serpente senza testa e senza coda, o con testa e coda uguali.
Accade piano piano, una leggera inclinazione dell'asse emozionale, già in equilibrio precario, che si aggiunge ad un'altra, poi un'altra. Comincia leggero e mi dico "adesso mi fermo, torno saldo. Puntello i miei sani principi, le solide convinzioni e i postulati esistenziali e mi fermo. Torno in equilibrio". Invece l'oscillazione aumenta. Un soffio di vento, una leggera spintarella, un piede mal messo, tutto contribuisce anche minimamente. Mi sembra di stare sull'altalena spinta da un bambino sadico che mi rassicura - "non preoccuparti! adesso ti fermo" - dice, e intanto spinge un po' di più. E tutto gira in un vortice confuso sempre più inclinato verso terra facendo schizzare via Ira e Confusione come Acqua Sporca da uno straccio strizzato.
Sale e scende ancora. E inizio a vedere male le cose intorno; i profili dei palazzi e delle persone non sono più nitidi. Mi sembra di scorgere fatti, volti, situazioni, ma li vedo come un film mandato avanti veloce.

-Fast Forward-

E veloce vado quando avrei bisogno di fermarmi.

Ora ci provo, respiro a fondo. La mente fissa sul Manipura Chakra e immagino l'odore d'incenso forte.

Il vortice dovrà fermarsi, io lo posso controllare. Lo so!

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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

2 commenti:

Anonimo ha detto...

...fissa un punto ben preciso (e piacevole) dentro e fuori il tuo cervello...rifugiati nelle tue sicurezze per combattere le insicurezze, pensa di esser forte quando la debolezza ti pervade...
Love Teo

Anonimo ha detto...

...Sensazione così familiare quella che descrivi...
Smarrimento, perdita di orientamento.
Autocontrollo che sfugge come sabbia che scivola fra le mani e l'impressione di non riuscire a riprenderlo, a recuperarlo realmente, almeno finchè l'asse resta inspiegabilmente spostato e l'equilibrio tanto labile e precario.

Tiro un respiro e mi fermo.
Mi immobilizzo a lasciarmi scivolare sopra quello che non posso controllare, mi concentro nei mondi che sopravvivono dentro di me, chiudo gli occhi e aspetto che il momento passi.
Quanto ci impiegherà a scivolare via è ogni volta un'incognita...