mercoledì, ottobre 18, 2006

Love, After All

(...continua dal post precedente)

E così capita che stai a casa senza fare niente per un bel po' di tempo. Che sei talmente impigrito dalla malattia che ti scordi di fare tutte le cose più importanti dedicando il tempo a quelle più inutili. Ma va bene anche così.

Quello che mi rimane di questa faccenda, oltre al taglio di 7/8 Cm che ho nella pancia, sono le manifestazioni di affetto delle persone che ho intorno. Quelle degli amici, dei colleghi, dei familiari, delle persone care. Tanti si sono preoccupati per me e per la mia salute e questo, non lo nego, mi ha fatto piacere. Mi ha fatto sentire sempre "abbracciato", in un momento particolarmente difficile da sollievo.
Mi è rimasta anche una diversa comprensione del mio corpo; come ho già detto adesso so di avere anche un "dentro" da accudire e da preservare.

Quello che ho perso, invece, è sicuramente un'appendice infetta di 12 Cm "grossa come un gatto", come ha detto mio fratello. Ho perso un po' di sicurezza in me stesso; io che mi credevo invulnerabile, che mi sono ripetuto per anni che "dovevo" essere forte e stare in salute per sopportare meglio il peso di chi stava male". Io che mi sono sempre caricato sulle spalle la sofferenza altrui sentendomela sotto la pelle, convinto di essere un parafulmine per il dolore, un catalizzatore di ferite.
Mi sono trovato improvvisamente in un letto di ospedale, sofferente, causa di sofferenza per chi mi è stato vicino.
Diciamo che ho scontato la pena per la presunzione...

Ieri sono tornato a lavoro, molta gente mi ha manifestato affetto, colleghi, persone con cui lavoro da tre anni almeno ma con cui non ho molto di più che un rapporto lavorativo. Vedere tanta preoccupazione e tanto affetto dimostrato così calorosamente mi lascia una leggera sensazione di conforto, e un sorriso di gratitudine e riconoscenza sgorga sincero.


Grazie a tutti....
(fine)
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.

Kain

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