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Voglio andare a dormire chè l'occhio è stanco e la mente pure ma se appoggio la testa comincio a guardare i soffitti bui. Poi parte il film dei miei pensieri, a tratti lento come una pellicola francese, a tratti crudo che pare ci abbia messo le mani Quentin. Me lo guardo scorrere da dietro gli occhi, ribaltato come se stessi fregando una proiezione ad un cinema all'aperto guardando il film dal lato opposto a quello in cui tutto il pubblico si sbocca con i suioi OHHH di stupore. Ho la sensazione che solo chi mi sta davanti riesca a vedere tutto al verso giusto nella corretta sequenza temporale, cosa se ne può fare di questo serpentone incomprensibile davvero non lo so tanto che chiudo gli occhi e interrompo la visione. Da oggi in poi si paga! Per venire a vedere - siori e siore - da ora in poi vedere ha il suo prezzo, come al poker.
Me lo guardo tutto io sto polpettone sbiadito e spezzettato di pellicola semionirica, che magari riesco pure a interpretarla pure meglio di Zio Sigmondo con i suoi sigari/piselli. La chiave mia è un'altra, si capisce dalla serratura, qui c'entra "l'Incompiuto".
Ricordo la gita a Firenze in terza media quando facevo il filo, io bruttino, alla ragazzina secchetta-con-le-trecce. Era un ossicino ma aveva degli occhi neri neri che ti c perdevi. Insomma a Palazzo Vecchio ci fecero vedere le opere mezze del Gran Maestro Buonarroti, mezze perchè non erano finite; e io mi ricordo questa fila di tronchi umani che cercavano di venir via dal marmo, quasi pareva che la pietra fosse tela di ragno che avvolgeva la sua preda; sembravano gli uomini di pompei fotografati dal vesuvio, ognuna di quelle sembrava stesse lottando da secoli per liberarsi dalla prigione di pietra che il Maestro aveva cominciato a strappargli via dalla pelle. Poi per chissà quale motivo, una venatura del marmo, una martellata data male o solo perchè preso da un altro estro, le aveva lasciate così, immobili e bellissimi, come insetti nell'ambra. Ricordo che le incompiute mi piacquero più del David, con qella sua testona rilassata... mi sembravano più vive, come quegli occhi nerineri che cercavo di continuo.
Ecco, ogni tanto mi sembra di essere come Michelangelo che lascia a metà una statua che potrebbe essere un capolavoro. Poi me la guardo e me la riguardo per capire dov'è che ho sbagliato e intanto il tempo passa e un nuovo estro mi distrae. Son fatto così che ci posso fare?
Adesso la palpebra pesa, la pellicola sta per finire, almeno per stasera.
Buonanotte proiezionista.
Buonanotte.
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.
Kain
1 commento:
quanto sei bravo, forse è perché non completi mai l'opera che dentro ti rimane tanta arte.....
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