Come quando ho visto le Alpi per la prima volta. Ho sentito che salire in cima sarebbe stato difficile avrebbe richiesto un grande sforzo di volontà. Così mi sento ora, che per andare avanti tutti i giorni mi devo costringere e anche le attività più semplici di manutenzione di me stesso richiedono un enorme fatica. Il desiderio di lasciarsi cadere nella noia, nell'atarassia, nell'apatia è grande. Eppure vado avanti, e lo sforzo quotidiano è diventato routine, confortante e rassicurante rito quotidiano, esercizio areobico della volontà che non riesce a progredire.
La creatività inespressa che sento in me si agita spesso ultimamente, vorrei farla uscire ma non ci riesco, allora mi rifugio nella creatività altrui; nei film, nella musica, nella letteratura, nelle arti visive cerco quello che vorrei essere io e questo mi carica di un senso di esaltazione misto a frustrazione. Il genio altrui mi esalta ma, crudelmente mi rimette davanti alla mia incapacità.
Mi difendo, mi proteggo e inevitabilmente inaridisco. Mi asciugo di tutte le emozioni che invece vorrei avere, sono pieno di sabbia. Come un deserto senza oasi, come una clessidra ferma e immobile, come un sacco da boxe deformato dai colpi, come le mie scarpe dopo una passeggiata sulla spiaggia.
Vorrei dover pensare solo a sopravvivere, invece sono costretto a farlo.
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Caino è allo specchio e piange.
Dov'è Abele?
Kain
mercoledì, novembre 16, 2005
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4 commenti:
Fratello, come accade spesso hai dato voce ai miei pensieri. E' così che mi sento trascinando giorno dopo giorno. A volte penso proprio di non farcela più.
...ma, in fondo, chi non si sente così?
Io penso sia l'umana condizione: giorni grigi, senza infamia e senza lode, che sono la "normalità", i quali bisogna cercare di tingere di serenità azzurrata... poi, quà e là, episodici giorni neri di tragica disperazione e rari giorni luminosissimi di felicità assoluta ed esaltazione mistica.
Questa è la mia chiave di lettura dell'esistenza quotidiana, che per taluni è indice d'inguaribile ottimismo, per altri di bieco cinismo: la vita è questa ed è uguale per ogni uomo e donna. E' confortante sapere che siamo tutti nella stessa barca; è confortante altresì la certezza che i giorni buoni ci siano per tutti. Però il grigiore è la regola. Bisogna adeguarsi, che piaccia o no... e cercare gli sprazzi di colore in ogni riflesso che cogliamo colla coda dell'occhio.
X Strana
Siloso siloso hai perfettamente ragione. La vedo esattamente come te. Soltanto, a volte, ho bisogno di esternare il malessere per sentirmi meglio. In fondo scrivere su questo blog per me è quasi una catarsi (come si intuisce dal titolo).
X LaMarzia
Sorella non disperare. Anche trascinarsi è meglio che restare fermi. Quando tutto riprenderà a scorrere alla velocità normale avrai l'impressione di andare più veloce, ma [... non pensare mai che tu stia correndo, è solo tutto il resto che si sta fermando ...]
Lo dico per convincere anche me stesso.
Kain
Mi rattrista leggere questo post e questi commenti. Come possiamo essere continuamente infelici e vivere in questa apatia, perchè continuiamo a trascinarci durante le nostre giornate, a guardare il tempo che ci passa davanti? Non posso credere che questa situazione si ripete per tutti noi. Dobbiamo combatterla con tutte le nostre forze, le Alpi sono alte, ma in tanti riescono a scalarle, noi riusciremo a fare lo stesso.
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