E Adesso Parliamo di Politica
Altro giro, altro regalo.
Nel senso che anche stavolta ci hanno promesso un sacco di cose. Ci hanno detto ancora una volta che c sarà da mangiare per tutti, che la roba è avariata è scritto in piccolo. Si sa, fa parte del gioco. Io sono così convinto che votare sia importante che, nonostante nessuno si meriti una mia "preferenza" anche quest'anno andrò a esercitare questo diritto.
Con la speranza di sagliare, stavolta. Con il desiderio di cambiare. Ma anche con l'amara certezza che tutto resterà uguale a sempre.
Sono chiacchiere da bar queste, me ne rendo conto. Un sistema malato (infetto direi) non si cambia in un minuto. L'italiano è così assuefatto al pantano che è portato a pensare che ingoiare fango, farsi massacrare dagli sciami di mosche cavalline e succhiare via dalle saguisughe... sia la normalità.
Abbiamo abituato così tanto gli occhi al nero, che non siamo più in grado di immaginare la luce.
Non ho idea di cosa sia più giusto fare. Votare il grigio charo, il grigio scuro, il rosa pallido, il rosso sbiadito o non votare.
Questo Post-Lamento, intanto, lo riassumo con un rap... che lo condensa bene.
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Perchè chi non si guarda dentro non capirà mai cosa accade fuori.
Kain
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